Nome: Il Druido Un Druido moderno,con l'anima che viaggia nel passato, nel presente e nel futuro...
Le mie parole,i miei pensieri,vagando nella Magica Foresta dei Druidi.
Sussurri di follia
ON AIR *Death March*
*(Black Label Society)*
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"Dei della Guerra,io vi invoco,
la mia spada è al mio fianco.
Cerco una vita di onore,
libera dal falso orgoglio.
Farò schioccare la frusta
con un potente richiamo.
Che la morte arrivi se fallirò.
Gloria, grandezza, lealtà.
Ave, ave, ave."
Lampi Druidici
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Siore e siori,ci siamo,ora scopriremo chi è il colpevole ;-)
Ringrazio tutti e tutte per la pazienza avuta nel leggere quello che, come già detto in precedenza, è solo un piccolissimo esperimento.
Buona lettura e buon inizio settimana.
Saetta di follia
(3a ed ultima parte)
Una piccola folla di curiosi si era raccolta davanti la villa, i lampeggianti delle auto della polizia illuminavano le pozzanghere lasciate dal temporale appena finito.
Mescolato fra la gente c'era Mike Renton.
Era stato facile, troppo facile; ed anche divertente, molto divertente.
Conosceva le abitudini di Jack e così aveva deciso.
Al mattino si era procurato un potente sonnifero spray, una pistola ( in caso di bisogno) ed un coltello ben affilato.
Poi aveva atteso l'arrivo della notte e del temporale.
Aveva suonato alla porta della villa, e quando Jack aveva aperto con un sorriso, lo aveva messo Ko con una bella spruzzata di sonnifero.
Sapeva che la piccola Mary dormiva al piano di sopra, un problema da nulla.
Quando arrivò Helen ebbero una breve colluttazione, la tramortì con un pugno in faccia e le tagliò la gola dopo averla sistemata ai piedi del divano su cui aveva posizionato Jack.
Salì al piano di sopra, anestetizzò la piccola e la chiuse nell'armadio.
Tornò nel salone, sporcò gli abiti di Jack con il sangue della moglie e gli mise accanto il coltello della condanna.
Fine della vendetta.
Sicuramente aveva fatto mille errori, non era un piano studiato per non lasciare tracce.
Ma a lui non importava, gli agenti lo avrebbero cercato, sarebbe finito nel braccio della morte e poi arrostito sulla sedia.
Nemmeno questo importava nulla a Mike Renton.
Era l'ex editore di Jack Leyton, lo aveva scoperto come scrittore, aveva investito dei soldi su di lui, facendolo uscire dall'anonimato.
Era grazie a lui se il nome di Leyton adesso figurava tra le promesse del futuro letterario mondiale.
E poi?
Jack lo aveva tradito, firmando un ricco contratto con un grande editore nazionale, tagliando fuori chi gli aveva dato la "vita".
"Come ti ho dato la vita, così ti ho dato la morte!"
Queste furono le ultime parole di Mike prima di abbandonare la scena con un sorriso ironico.
[Play]
Vogliate perdonare la mia assenza,la ruota in questo momento gira in senso inverso per il Druido.
Speriamo prima o poi si decida a riprendere il sentiero noto.
Vi lascio con la seconda parte del racconto,domani e sabato passerò da voi,se la ruota nel frattempo non mi investirà del tutto :-D
Felice Helloween a voi!!!
Saetta di follia
(2a parte)
Jack entrò nella sua camera da letto, era da lì che provenivano le urla della figlia.
"Mary, dove sei?"
"Papà, sono qui, nell'armadio, non riesco ad uscire" rispose la piccola singhiozzando.
Appena l'uomo aprì le ante, la bambina iniziò ad urlare a squarciagola.
"Mary, calmati, sono io, papà. E' tutto finito, vieni da me"
Ma la bimba urlava sempre di più, e si rifiutava di uscire.
Jack si voltò per un attimo verso destra, vide la sua immagine riflessa nello specchio fissato alla parete e capì: i suoi abiti erano sporchi di sangue, sangue della moglie...
La sua mente vacillò ancora una volta, in bilico sull'abisso della follia estrema.
"Mary... non sono stato io..."
Udì dei vetri andare in frantumi al piano inferiore, e una voce urlò:
"Jack Leyton, libera la piccola, ed esci con le mani in alto" "NON SONO STATO IOOOOOOOOOOOO!!!"
La piccola Mary urlò di nuovo, Jack l'afferrò facendola uscire di forza dall'armadio, e la spinse via.
Da un ripiano alto dell'armadio stesso afferrò un fucile a pompa.
Si acquattò in un angolo della camera, mentre Mary fuggiva via terrorizzata incontro ad un futuro segnato per sempre da quella vicenda.
Jack iniziò a tremare, e cantilenò... "Non sono stato io, non sono stato io"
Stringeva con forza l'arma al petto.
Tolse la sicura e si puntò la canna alla gola.
Era ormai fuori di testa, la parte razionale della sua mente si era annullata, lasciando spazio ad un profondo baratro nero.
La voce di un poliziotto intimò ancora una volta:
"Jack, hai fatto la cosa giusta liberando la bambina. Adesso esci con le mani in alto"
Ma l'uomo non sentiva più nulla, il dito fermo sul grilletto del fucile, la canna fredda a contatto con la pelle della gola.
"Jack, esci da quella camera, non costringerci ad usare la forza"
Nulla.
Il poliziotto stavolta parlò a voce bassa nel microfono della piccola radio che aveva fissato alla spalla destra.
"Squadra 2, al mio segnale state pronti. Irruzione e cattura. Siete in posizione?"
La radio gracchiò:
"Affermativo"
"Bene. 3...2...1...ORA!!!"
I poliziotti al piano irruppero nella camera da letto con i fucili spianati, mettendo subito Jack sotto tiro; contemporaneamente la grande finestra che si affacciava sulla strada andava in frantumi ed altri agenti fecero il loro ingresso.
Jack era ormai con la mente altrove...
... ... "Perchè? Perchè si è arrivati a questo punto? Ero felice,o almeno non ero in questa condizione. Perchè?
La mia gabbia dorata sembrava perfetta...
Una gabbia che prima o poi sarebbe dovuta sparire,ne ero cosciente,ma non pensavo in questa maniera...
Eppure son bastati pochi minuti per cadere in un inferno abissale.
Viaggio senza ritorno?"
... ...
Jack puntò l'arma contro gli agenti, ma non riuscì a fare altro.
I proiettili dei fucili della polizia lo investirono con forza devastante, al petto, alle braccia, alle gambe.
Poi calò il silenzio.
Anche il temporale aveva smesso di martoriare quella funesta serata.
... ...
Mentre il cadavere dello scrittore veniva caricato sul furgone del coroner, il detective Murk stava parlando con uno degli agenti dell'operazione.
"Non potevamo fare altro, ci ha puntato il fucile. Non capisco, un uomo come lui, una famiglia, una casa"
Murk guardò l'agente che aveva appena parlato.
"Mi sembri un pivello alle prime armi, eppure hai partecipato ad altre operazioni, anche peggiori. La follia non avvisa nessuno, arriva di punto in bianco e crea scompiglio. Quando sei felice fuori, non è detto che tu lo sia anche dentro. In ogni modo indagheremo, anche se credo ci sia poco da capire.La scientifica è già al lavoro..."
Ok,iniziamo.
Con la premessa che è solo un semplice esperimento,niente di più :-)
Saetta di follia
(1a parte)
"Sono la governante della famiglia Leyton. Fate presto, mandate qualcuno all'85 di Meor Street, il signor Leyton ha ucciso la moglie e tiene la figlia in ostaggio, fate presto!!!"
La donna era arrivata alla centrale di polizia durante una tempestosa sera di metà novembre.
Poco prima era entrata nella villa del suo datore di lavoro, era salita direttamente al piano di sopra ed aveva sentito gridare la bambina.
Era scappata subito al piano inferiore, temendo per la sua stessa vita, e lì aveva scoperto il resto...
... ...
La villetta a due piani di Jack Leyton era adagiata ai piedi di una ridente collina.
Lo scrittore aveva deciso di acquistarla due mesi prima, subito dopo aver firmato un sostanzioso contratto con un editore importante a livello nazionale.
La moglie Helen e la figlia Mary, di 7 anni, lo avevano seguito con estremo entusiasmo.
... ...
All'arrivo delle auto della polizia, la tempesta sferzava la zona, vomitando sulla città tutta la rabbia accumulata durante gli aridi mesi estivi.
Più di trenta agenti circondarono l'abitazione, illuminata a giorno dai potenti fari di due elicotteri che si erano alzati in volo nonostante le pessime condizioni atmosferiche.
Il detective Roger Murk dirigeva le operazioni dall'interno della sua auto; non amava il freddo, tantomeno la pioggia.
Quell'enorme dispiegamento di forze lo mandava in bestia, smuovere tutti quegli agenti per un solo uomo, un pazzo.
Ma era la prassi da seguire, non poteva fare altro.
La donna alla centrale aveva parlato chiaro: una donna morta, e un uomo che teneva in ostaggio la figlia.
Il detective conosceva bene i suoi agenti, avrebbero capito subito se la situazione era così grave, e in meno di un'ora tutto sarebbe stato risolto.
... ...
Jack aprì gli occhi, aveva uno strano sapore in bocca.
Era steso sul divano, la lampada in fondo al salone illuminava tutta la stanza.
Udì i rumori della tempesta e si alzò a sedere.
Un lieve capogiro lo aggredì, ma passò quasi subito.
"Devo aver esagerato con il cognac...ma non ricordo di averne bevuto. A dir la verità non ricordo nulla"
Fu allora che vide il cadavere della moglie, a terra vicino ai suoi piedi!!!
Aveva un taglio alla gola, il sangue si era sparso sul tappeto che copriva una parte del pavimento in marmo italiano.
Con il cuore in tumulto ed un urlo strozzato in gola, Jack fece per alzarsi, quando la sua mano si posò su qualcosa di metallico.
Un coltello, sporco di sangue!!!
Il panico s'impossessò dell'uomo, che corse in cucina e vomitò senza ritegno nel lavabo.
Aprì il rubinetto e bevve un sorso d'acqua. "Non sono stato io, non sono stato io"
Eppure quel coltello era vicino a lui, sua moglie era lì, morta, ma Jack non ricordava nulla...
Si avvicinò alla finestra che dava sul cortile e vide le auto della polizia, nello stesso istante in cui il telefono nel corridoio iniziò a squillare.
"Finalmente, loro mi aiuteranno"
... ... "Pronto?"
"Jack? Lei è il signor Jack Leyton?" "Sì sono io, per favore mi aiuti"
"Sono il detective Murk" "Detective, hanno ucciso mia moglie, ho visto il suo corpo in..."
"Sappiamo tutto Jack, non ti preoccupare. Indagheremo, ora esci con le mani in alto, non fare scherzi, vedrai che ti aiuteremo" "Cosa??? Non sono stato io...voi non potete..."
"Jack, sappiamo cosa fare, fidati di me. Libera tua figlia ed esci con le mani in alto, non ti faremo del male. Jack..." "Mia figlia..."
Il pensiero dello scrittore corse alla piccola Mary.
Lasciò cadere la cornetta e iniziò a chiamarla. "Maryyyyyyy, dove sei? Maryyyyyyy"
Controllò tutte le stanze del primo piano, finché udì la voce della bimba provenire dal piano di sopra.
"Papàààààààà..."
Salì di corsa le scale che portavano al secondo piano.
Un incubo, era solo un incubo, presto si sarebbe svegliato.
... ...
"Jack! Jack rispondi!"
Il detective Murk sentiva l'uomo chiamare la bambina.
"Cazzo, spero non la trovi!!!"
Afferrò velocemente il microfono della radio della polizia.
"Squadra 1 e 2,preparatevi ad entrare in quella casa e liberate la bambina. Attenti, quell'uomo potrebbe essere armato!"
E per finire, ho provato a fare un piccolo esperimento.
Dal fantasy al...poliziesco? Boh,poi mi direte voi,non sono molto esperto.
Racconto brevissimo, niente descrizioni, è solo un esperimento :-D
La prossima settimana posterò la prima parte.