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giovedì, 21 febbraio 2008
Scusate l'assenza,questa settimana è stata un incubo,spero finisca subito!!!

Le Colline del Destino
4a parte

Venne ritrovato dopo molti giorni...vivo!!!
Le due settimane erano trascorse,ma nessuno dei quattro bimbi aveva fatto ritorno al villaggio.
Questa eventualità era già in conto,dato che era accaduto molte altre volte:alcuni erano morti sulle colline,altri avevano preferito fuggire per sempre.
In caso di fuga,nessuno avrebbe mai cercato i dispersi,avevano fatto la loro scelta,da accettare anche senza condividerla;ma se erano morti,i loro resti (o ciò che si sarebbe rinvenuto) dovevano tornare al villaggio,per essere sepolti nel cimitero ubicato in un luogo segreto nella foresta.
Fu così che tutti gli uomini del villaggio partirono per battere ogni anfratto più remoto delle Colline del Destino;vennero trovati i resti di due bambini e deposti in una cassa.
Anche i Saggi parteciparono alla ricerca,e dopo aver setacciato con cura il territorio dei colli, capirono che i due bimbi mancanti si erano diretti verso le Montagne dei Lupi,le orme lasciate sul terreno erano chiare.
Non c’era più nessuna speranza di ritrovarli vivi,ma dovevano continuare a cercare,almeno su tutto il versante sud.
Dopo molte ore trovarono il crepaccio,i piccoli druidi erano sul fondo...e uno era ancora in vita!!!
... ...
Dopo qualche giorno da quella terribile esperienza,i Saggi decisero di interrogare il piccolo sopravvissuto, per conoscere ogni dettaglio della prova da poco superata.
Il bambino raccontò per filo e per segno ciò che era successo sulle colline,senza tralasciare nessun particolare,nemmeno il più insignificante.
I ricordi erano vividi,almeno fino alla caduta nel crepaccio.
Da quel momento in poi la memoria cominciò a vacillare,frammenti incomprensibili di vita si ammassavano confusamente nella mente;non c’era logica in ciò che stava raccontando,ma i Saggi trascrissero tutto,anche l’impossibile,la grande biblioteca dei druidi doveva accogliere in seno ogni attimo di vita degli abitanti.
La vita al villaggio riprese a scorrere normalmente,ma il druido non fu più lo stesso...

Epilogo
Abbiamo passato intere settimane a leggere la moltitudine immensa di libri racchiusi nella biblioteca,pensavamo che la descrizione dell’esperienza del Druido fosse andata perduta per sempre.
Poi,quando ormai la speranza era morta,ecco spuntare un enorme libro rivestito di pelle nera,con intarsi dorati che riportavano il nome del Druido.
Druid Book
Ecco il breve ma chiaro resoconto di quello che era successo in fondo al crepaccio.
 “Il piccolo druido è stato ritrovato in fondo ad un crepaccio sito alla base del versante sud delle montagne dei Lupi.
Quando siamo scesi per effettuare il recupero di quelli che dovevano essere ormai due cadaveri (nel posto era presente anche un altro bimbo),ci siamo accorti con estrema sorpresa, che uno dei due era ancora vivo.
Aveva una caviglia in disordine, infetta e gonfia,ma dopo qualche giorno di cura,è pienamente guarita,cosa che non possiamo ancora dire della sua mente.
Le strane creature di cui ha parlato erano abominevoli visioni dovute alle venefiche spore esalate da un muschio sconosciuto che cresce su quei monti.
I nostri studi sul vegetale hanno rivelato che,respirando l’aria insana ammorbata da quelle spore,si hanno anche allucinazioni uditive,ed ecco spiegato il motivo per cui il piccolo sentiva una voce provenire dal nulla.
Non eravamo riusciti a capire come fosse sopravvissuto senza mangiare né bere,poi ci siamo accorti del ruscello che scorre in fondo a quel crepaccio, acqua pura in abbondanza,e il cibo...
Il corpo dell’altro bambino,caduto sulle rocce, presentava profonde ferite su tutta la superficie,interi brani di carne erano stati tagliati ed asportati...
Possa il Sommo Signore dei Druidi avere pietà  della sua anima...il sopravvissuto si è cibato di carne umana”
Cannibal Druid
Fine

Tutti i diritti riservati©
martellato da: Faus74 alle ore 21:22 Permalink | commenti (32) | commenti (32)(Popup)
categoria:racconti, le colline del destino

lunedì, 18 febbraio 2008
Le Colline del Destino

3a parte

Da quando avevano lasciato il villaggio,i bambini non avevano proferito parola, avvezzi com’erano a guardarsi negli occhi e comunicare in un linguaggio che non mente mai.
Il terreno dolce delle colline aveva lasciato il posto a quello granitico delle montagne;l’arrampicata era  decisa,i due scrutavano in ogni direzione alla ricerca di un anfratto roccioso da adibire a modesta roccaforte.
Nulla da fare,nessuna maledetta grotta dove ripararsi,quel versante era punteggiato da alti pini silvestri e da enormi macigni che sembravano spuntare dalla montagna come appendici adunche di una creatura mostruosa.
Montagne dei Lupi
Il druido si fermò,stanco ed ansimante:inutile proseguire oltre,stavano solo perdendo tempo,la notte si avvicinava e si trovavano all’aperto senza possibilità di riparo,nel regno dei lupi.
Anche l’altro arrestò la salita,i due si guardarono negli occhi,intendendosi subito e, mentre muovevano i primi passi che li avrebbe riportati alle colline,udirono un grido stridulo di morte provenire dal cielo,ad est.
Senza ulteriori esitazioni iniziarono a correre a perdifiato,incuranti del terreno scosceso;cadevano e si rialzavano senza tentennamenti, ricominciando la corsa verso le colline lontane,sperando che la morte con le ali non individuasse immediatamente le loro anime terrorizzate.
In quei frangenti capirono che le leggende non sempre sono il frutto di fantasie sfrenate:stavano fuggendo da Yarond,il drago descritto negli arcaici tomi racchiusi nelle sale più basse della biblioteca del villaggio;Yarond,uno degli ultimi mostri che ancora imperversavano sulle Quattro Terre Conosciute, portando morte e distruzione ovunque andasse.
Yarond The Dragon
Non furono molto fortunati,l’essere alato si accorse dei due fuggiaschi,e puntò dritto su di essi, sputando fuoco e urlando a squarciagola,un grido che raggelava il sangue nelle vene.
I due bambini accelerarono ulteriormente la già folle corsa,senza mai voltarsi,non avevano bisogno di vedere per capire...
Deviarono leggermente verso ovest quando si accorsero di un piccolo gruppo di alberi,in un ultimo sforzo sovrumano per raggiungere quel modesto riparo, sperando che il drago sorvolasse la zona senza vomitare altre fiamme.
Erano quasi giunti a destinazione quando,con estremo orrore,videro che di fronte a loro si apriva un crepaccio,non troppo largo,ma dalla profondità ignota.
Crepaccio
Speravano di riuscire a saltarlo,anche perché era ormai impossibile frenare la corsa,se solo avessero osato rallentare c’erano due alternative entrambe letali:finire dritti nel baratro, o riuscire a fermarsi con Yarond che li avrebbe inceneriti.
Sull’orlo del precipizio spiccarono il balzo,quasi simultaneamente,chiusero gli occhi in attesa di sentire sotto i piedi il contatto rassicurante della roccia...
... ...
Yarond sorvolò la voragine e il piccolo gruppo di alberi: aveva perso di vista i due esseri umani, scomparsi chissà dove.
Fu assalito da una rabbia feroce,lanciò un urlo lugubre e violento e volò verso nord,svanendo nel cielo terso e freddo di un pomeriggio qualunque...
... ...
Fondo del crepaccio.
Per un bizzarro gioco di riflessi,la luce del sole scivolava sulla superficie levigata delle rocce,illuminando debolmente la scena che si svolgeva in basso.
Il destino era stato malevolo con i piccoli druidi:la forza del salto con cui avevano sperato di superare l’ostacolo non era stata sufficiente,scemando quasi subito,ed erano piombati dritti nella piaga della montagna.
Il volo di pochi metri (sei,sette a voler esagerare),si era concluso in maniera diversa per i due: uno dei bambini era precipitato sulle rocce sottostanti,battendo violentemente il capo e morendo all’istante;l’altro aveva attutito il colpo finale,cozzando prima contro una parete,poi cadendo in un piccolo corso d’acqua che gli aveva salvato la vita!!!
...una vena di liquido trasparente può essere fonte di salvezza e rinascita...
Più o meno era stato così.
Il sopravvissuto si trascinò all’asciutto,aveva una gamba dolorante e malandata,non voleva correre il rischio di svenire e morire in mezzo metro d’acqua.
Si tastò il fianco,all’altezza della cintola,incontrando l’elsa fredda e bagnata del pugnale:bene,non lo aveva perso,il contatto con il metallo lo rassicurò un poco.
Si girò sulla schiena,venne assalito da una stanchezza improvvisa...con una smorfia di dolore poggiò il capo a terra,e si addormentò...
... ...
Aprì gli occhi dopo molte ore,sentendosi subito malissimo. Cercò di sollevarsi da terra,ma una fitta lancinante gli fece strabuzzare gli occhi...urlò dal dolore e pianse lacrime amare.
La caviglia era gonfia e livida,sentiva le tempie pulsare in un ballo sfrenato, come mille aghi infuocati che gli bucavano il cervello.
Rimase supino,osservò il cielo stellato che si intravedeva dall’apertura del crepaccio,la vista offuscata da una nebbiolina come in un terribile sogno.
Si tastò la fronte...febbre alta...
Gli avrebbe fatto bene un po’ d’acqua fresca,ma il ruscello a poche spanne da lui sembrava distante miglia e miglia...rinunciò con rabbia.
Le forze lo abbandonarono del tutto,cadde in uno strano torpore,quello che precede la morte...un farneticante dormiveglia popolato da aberranti ed indicibili visioni...
Cavalli con gambe d’uomo, colossali alcioni beccavano carne con un denti di metallo, donne dal corpo d’aquila smembravano bambini senza testa...
Si accorse che stava vomitando,e nel delirio del trapasso udì una voce femminile.
“Devi farlo,muta il dolore in piacere!”
...lama di pugnale...
“Scalcia la morte con tutte le tue forze.
Adesso,è giunto il tempo di sapere”
Vesti lacere...denti e stomaco...
“Squarcia il velo del buio con la luce della vita”
...sangue,sangue,sangue,sangue...
“Vivi,vivi!!! Addenta il corpo della fine! Vivi...”
Silenzio,buio...
martellato da: Faus74 alle ore 21:10 Permalink | commenti (33) | commenti (33)(Popup)
categoria:racconti, le colline del destino

martedì, 12 febbraio 2008
Non voglio far passare un minuto di più,quindi diamo inizio alle danze ;-)

Le Colline del Destino
2a parte

L’aria era gelida,le cime dei monti erano imbiancate,tutto lasciava presagire che sarebbe stato un inverno durissimo,ma a questo i Druidi erano abituati,perché adoravano la stagione delle piogge,della neve,del freddo,dove il corpo e la mente erano messi a dura prova.
Nel villaggio regnava il silenzio assoluto,tanto da farlo sembrare abbandonato,non fosse stato per un piccolo ma evidente particolare:dai comignoli delle case in legno e pietra,usciva del fumo,segno di vita pulsante all’interno.
Stava per albeggiare,ma la giornata uggiosa e il cielo carico di minacciose nuvole nere rendevano l’atmosfera surreale,come spesso accade alle prime luci del mattino;ma la tensione era palpabile...
Un piccolo carro stava lasciando il villaggio,avrebbe oltrepassato la grande foresta per poi percorrere molte miglia,fino alle Colline del Destino.
An Old Path
Il mezzo era condotto da un vecchio druido che teneva con sicurezza e maestria le briglie di due purosangue neri; accanto a lui sedevano quattro bimbi dai lunghi capelli,vestiti con abiti pesanti,e ognuno di essi aveva una piccola bisaccia e un pugnale alla cintola.
Oltrepassarono ponti,percorsero sentieri polverosi,alcuni conosciuti,altri completamente ignoti ai piccoli,che osservavano ogni cosa con curiosità.
Nel tardo pomeriggio giunsero ai confini delle Colline del Destino:stava per iniziare la grande prova,non si poteva tornare indietro,nemmeno volendolo:non appena i quattro bambini scesero dal carro,il vecchio druido spronò i destrieri con veloci sferzate di redini, scomparendo nella nebbia che nel frattempo era calata.
The Horse
Emozioni contrastanti si agitavano spasmodiche nell’anima dei quattro:da una parte l’adrenalina fluiva veloce nelle vene,la voglia di avventura era enorme;dall’altra un timore pulsante covava silenzioso ma vivo nel loro cuore,l’ignoto assoluto si apriva di fronte ad essi.
Non avevano fame,durante il viaggio si erano nutriti con delle dolci gallette druidiche,molto nutrienti nonostante l’aspetto “povero” e quasi insignificante.
Aggredirono comunque un cespuglio ricco di bacche,riempiendo sacche e bocche:quando il cibo era disponibile,meglio approfittarne...
Berries
Forse anche voi vi starete chiedendo “E se quelle bacche fossero velenose?”
Domanda lecita,a cui risponderò subito.
I Druidi Moderni iniziano a studiare prestissimo l’immenso regno della natura,partendo proprio dai vegetali commestibili;quindi i piccoli riconobbero subito quelle bacche,che erano ancora acerbe,dal sapore asprigno,ma perfettamente mangiabili .
Dopo il breve banchetto si inoltrarono tra le alture,finché scese la notte,e con essa,arrivarono i primi ululati dalle Montagne dei Lupi,una catena montuosa a ridosso delle colline.
Avevano imparato a temere e rispettare quegli animali,non come esseri malvagi e mangia uomini, ma come fratelli di sangue.
Scelsero accuratamente ma in fretta un albero su cui passare la notte,al riparo dalle fauci fameliche che presto sarebbero scese in cerca di cibo.
Si arrampicarono svelti ed agili,ma con fatica,su di una quercia non troppo alta,dai rami folti e compatti, sfruttando i comodi appigli dati da un’edera tenace attaccata alla corteccia dell’albero.
Si sistemarono al meglio,trovando posto in un punto d’incontro di tre rami massicci;sarebbe stata una notte lunga e priva di sonno,troppo pericoloso dormire lassù,con il rischio di cadere e rompersi l’osso del collo,divenendo così un facile pasto per i lupi.
La nebbia si era leggermente diradata,la luna rischiarava la zona permettendo così di avere una discreta visuale.
Moon by Redulf
Attesero...
... ...
Passò un po’ di tempo,ed ecco che arrivò il primo branco,seguito da molti altri,tanto che in breve tutta la zona divenne proibitiva;i quattro bimbi esaminavano in religioso silenzio l’esplorazione dei lupi,che si spinsero fin sotto l’albero su cui si erano rifugiati.
L’olfatto fine degli animali avvertì la presenza degli umani,anche senza vederli,tanto era fitto il fogliame...iniziarono a ringhiare,richiamando l’attenzione degli altri,che accorsero velocemente, avidi,speranzosi in una caccia dal ricco bottino.
Un lupo si sollevò sulle zampe posteriori,posando quelle anteriori sul tronco coperto d’edera,con l’intento di arrivare alla carne fresca che stuzzicava le sue narici sensibili.
I bimbi sussultarono per il timore di vedersi afferrare dalla morte irsuta,ma nulla avevano da temere: essi stessi avevano faticato per arrivare lassù,nonostante arti prensili,i lupi erano quindi condannati a rimanere in basso,sbavando e latrando.
La notte scivolò lentamente tra le braccia fredde di un’alba spenta ed umida,i lupi tornarono sui monti,delusi da un pasto che nella loro mente era solo rinviato.
I quattro bambini attesero ancora per un’ora in cima alla quercia,poi scesero e iniziarono a girovagare tra i colli,dividendosi in due gruppi,pattuendo che si sarebbero rivisti nel primo pomeriggio...
... ...
E così andò.
Si ritrovarono quando il sole era alto sulle loro teste,una sfera senza calore,mentre un vento freddissimo,proveniente da nord, flagellava tutta la zona. Il tronco di un’enorme pino abbattuto dallo scorrere del tempo,si rivelò essere un egregio riparo dove accucciarsi,mangiare pinoli e ghiande, dormire un po’.
Sostarono per circa un’ora,persi in un sonno falso come solo quello pomeridiano può essere;al risveglio ripresero il viaggio senza meta,avvicinandosi sempre di più alle Montagne dei Lupi,che ormai distavano solo mezza giornata di cammino.
I Saggi Druidi del villaggio erano stati perentori:il territorio della prova era circoscritto esclusivamente all’interno delle colline,per nessun motivo si sarebbe dovuto varcare quel confine, soprattutto mai verso i monti,ritenuti ancora troppo pericolosi per i piccoli druidi.
Mancava un’ora all’imbrunire,era tempo di scegliere il prossimo albero dove passare una notte “alta e bianca”;il riposo pomeridiano,per quanto breve,sarebbe dovuto bastare ...ma non fu così...
Si trovavano nelle vicinanze di un fiumiciattolo,sulle cui sponde sedettero per riposare le stanche membra e rifocillarsi ancora con delle bacche e bere quell’acqua ghiaccia che avrebbe risvegliato anche le menti più sopite.
Vennero rapiti dal dolce fluire del torrente,raccolsero alcuni sassi levigati dalla forza dell’acqua, osservandone attentamente ogni piccola striatura...
L’ululato improvviso di un lupo li strappò a forza dal sogno in cui si erano smarriti!!!
L’animale era seduto ad un centinaio di metri da loro,sulla riva opposta,circondato da altri suoi simili.
I bimbi cominciarono a correre con tutte le forze che avevano in corpo (poche,a dir la verità)mentre i lupi si lanciarono all’inseguimento, ringhiando terrore solido come roccia, decisi a non farsi sfuggire ancora una volta quel pasto abbondante.
Un platano accolse due piccoli druidi,gli altri salirono su di un pino... imputridito!!!
La notte aggredì in fretta,buia come la morte,nemmeno la luna aveva avuto il coraggio di mostrare il suo dolce viso...
Passarono un paio di ore, interminabili e fredde, finché i bimbi sul platano udirono rumori sinistri di legno spezzato...lotta...urla umane...
Silenzio...triste presagio.
... ...
L’alba strisciò funerea e lacrimosa sulle Colline del Destino.
La scena che si presentò agli occhi dei sopravvissuti sembrava tratta dai vecchi libri di racconti proibiti che avevano letto di nascosto alla biblioteca del villaggio:sangue ovunque, brandelli di vestiti e carne,i resti irriconoscibili dei due amici;un lupo,con un pugnale conficcato in gola,giaceva vicino il tronco del pino.
Aborto di una notte infausta...
Uno dei due bambini vomitò con violenza,e pianse le anime spezzate dei caduti;l’altro rimase impassibile ad osservare lo scenario, assimilando nella mente ogni lembo di quel sudario naturale.
Istruiti sulla figura della morte,questo era il momento dell’incontro reale,da ricordare per sempre.
“Raccogline ogni goccia, soddisfa la tua voglia di sapere abbeverandoti avidamente alla sorgente della vita”
Uno dei tanti insegnamenti dati dai Saggi,all’apparenza inutile ed assurdo...
Un’ultima occhiata e i due ripresero il cammino verso nord, contravvenendo consciamente e per l’ennesima volta al divieto di avvicinarsi ai monti.
The Hills by Drackinn
Ma ormai gli alberi non erano più un luogo sicuro dove passare la notte,avevano bisogno di un riparo migliore,dove poter dormire tranquillamente...una grotta ai piedi della montagna più vicina,ecco quello che ci voleva...

Continua...
martellato da: Faus74 alle ore 12:48 Permalink | commenti (32) | commenti (32)(Popup)
categoria:racconti, le colline del destino