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Vogliate perdonare la mia assenza,la ruota in questo momento gira in senso inverso per il Druido.
Speriamo prima o poi si decida a riprendere il sentiero noto.
Vi lascio con la seconda parte del racconto,domani e sabato passerò da voi,se la ruota nel frattempo non mi investirà del tutto :-D

Saetta di follia
(2a parte)
Jack entrò nella sua camera da letto, era da lì che provenivano le urla della figlia.
"Mary, dove sei?"
"Papà, sono qui, nell'armadio, non riesco ad uscire" rispose la piccola singhiozzando.
Appena l'uomo aprì le ante, la bambina iniziò ad urlare a squarciagola.
"Mary, calmati, sono io, papà. E' tutto finito, vieni da me"
Ma la bimba urlava sempre di più, e si rifiutava di uscire.
Jack si voltò per un attimo verso destra, vide la sua immagine riflessa nello specchio fissato alla parete e capì: i suoi abiti erano sporchi di sangue, sangue della moglie...
La sua mente vacillò ancora una volta, in bilico sull'abisso della follia estrema.
"Mary... non sono stato io..."
Udì dei vetri andare in frantumi al piano inferiore, e una voce urlò:
"Jack Leyton, libera la piccola, ed esci con le mani in alto"
"NON SONO STATO IOOOOOOOOOOOO!!!"
La piccola Mary urlò di nuovo, Jack l'afferrò facendola uscire di forza dall'armadio, e la spinse via.
Da un ripiano alto dell'armadio stesso afferrò un fucile a pompa.
Si acquattò in un angolo della camera, mentre Mary fuggiva via terrorizzata incontro ad un futuro segnato per sempre da quella vicenda.
Jack iniziò a tremare, e cantilenò...
"Non sono stato io, non sono stato io"
Stringeva con forza l'arma al petto.
Tolse la sicura e si puntò la canna alla gola.
Era ormai fuori di testa, la parte razionale della sua mente si era annullata, lasciando spazio ad un profondo baratro nero.
La voce di un poliziotto intimò ancora una volta:
"Jack, hai fatto la cosa giusta liberando la bambina. Adesso esci con le mani in alto"
Ma l'uomo non sentiva più nulla, il dito fermo sul grilletto del fucile, la canna fredda a contatto con la pelle della gola.
"Jack, esci da quella camera, non costringerci ad usare la forza"
Nulla.
Il poliziotto stavolta parlò a voce bassa nel microfono della piccola radio che aveva fissato alla spalla destra.
"Squadra 2, al mio segnale state pronti. Irruzione e cattura. Siete in posizione?"
La radio gracchiò:
"Affermativo"
"Bene. 3...2...1...ORA!!!"
I poliziotti al piano irruppero nella camera da letto con i fucili spianati, mettendo subito Jack sotto tiro; contemporaneamente la grande finestra che si affacciava sulla strada andava in frantumi ed altri agenti fecero il loro ingresso.
Jack era ormai con la mente altrove...
... ...
"Perchè? Perchè si è arrivati a questo punto? Ero felice,o almeno non ero in questa condizione. Perchè?
La mia gabbia dorata sembrava perfetta...
Una gabbia che prima o poi sarebbe dovuta sparire,ne ero cosciente,ma non pensavo in questa maniera...
Eppure son bastati pochi minuti per cadere in un inferno abissale.
Viaggio senza ritorno?"
... ...
Jack puntò l'arma contro gli agenti, ma non riuscì a fare altro.
I proiettili dei fucili della polizia lo investirono con forza devastante, al petto, alle braccia, alle gambe.
Poi calò il silenzio.
Anche il temporale aveva smesso di martoriare quella funesta serata.
... ...
Mentre il cadavere dello scrittore veniva caricato sul furgone del coroner, il detective Murk stava parlando con uno degli agenti dell'operazione.
"Non potevamo fare altro, ci ha puntato il fucile. Non capisco, un uomo come lui, una famiglia, una casa"
Murk guardò l'agente che aveva appena parlato.
"Mi sembri un pivello alle prime armi, eppure hai partecipato ad altre operazioni, anche peggiori. La follia non avvisa nessuno, arriva di punto in bianco e crea scompiglio. Quando sei felice fuori, non è detto che tu lo sia anche dentro. In ogni modo indagheremo, anche se credo ci sia poco da capire.La scientifica è già al lavoro..."
Continua...
Tutti i diritti riservati©
Vogliate perdonare la mia assenza,la ruota in questo momento gira in senso inverso per il Druido.
Speriamo prima o poi si decida a riprendere il sentiero noto.
Vi lascio con la seconda parte del racconto,domani e sabato passerò da voi,se la ruota nel frattempo non mi investirà del tutto :-D
Felice Helloween a voi!!!

Saetta di follia
(2a parte)
Jack entrò nella sua camera da letto, era da lì che provenivano le urla della figlia.
"Mary, dove sei?"
"Papà, sono qui, nell'armadio, non riesco ad uscire" rispose la piccola singhiozzando.
Appena l'uomo aprì le ante, la bambina iniziò ad urlare a squarciagola.
"Mary, calmati, sono io, papà. E' tutto finito, vieni da me"
Ma la bimba urlava sempre di più, e si rifiutava di uscire.
Jack si voltò per un attimo verso destra, vide la sua immagine riflessa nello specchio fissato alla parete e capì: i suoi abiti erano sporchi di sangue, sangue della moglie...
La sua mente vacillò ancora una volta, in bilico sull'abisso della follia estrema.
"Mary... non sono stato io..."
Udì dei vetri andare in frantumi al piano inferiore, e una voce urlò:
"Jack Leyton, libera la piccola, ed esci con le mani in alto"
"NON SONO STATO IOOOOOOOOOOOO!!!"
La piccola Mary urlò di nuovo, Jack l'afferrò facendola uscire di forza dall'armadio, e la spinse via.
Da un ripiano alto dell'armadio stesso afferrò un fucile a pompa.

Jack iniziò a tremare, e cantilenò...
"Non sono stato io, non sono stato io"
Stringeva con forza l'arma al petto.
Tolse la sicura e si puntò la canna alla gola.
Era ormai fuori di testa, la parte razionale della sua mente si era annullata, lasciando spazio ad un profondo baratro nero.
La voce di un poliziotto intimò ancora una volta:
"Jack, hai fatto la cosa giusta liberando la bambina. Adesso esci con le mani in alto"
Ma l'uomo non sentiva più nulla, il dito fermo sul grilletto del fucile, la canna fredda a contatto con la pelle della gola.
"Jack, esci da quella camera, non costringerci ad usare la forza"
Nulla.
Il poliziotto stavolta parlò a voce bassa nel microfono della piccola radio che aveva fissato alla spalla destra.
"Squadra 2, al mio segnale state pronti. Irruzione e cattura. Siete in posizione?"
La radio gracchiò:
"Affermativo"
"Bene. 3...2...1...ORA!!!"
I poliziotti al piano irruppero nella camera da letto con i fucili spianati, mettendo subito Jack sotto tiro; contemporaneamente la grande finestra che si affacciava sulla strada andava in frantumi ed altri agenti fecero il loro ingresso.
Jack era ormai con la mente altrove...
... ...
"Perchè? Perchè si è arrivati a questo punto? Ero felice,o almeno non ero in questa condizione. Perchè?
La mia gabbia dorata sembrava perfetta...
Una gabbia che prima o poi sarebbe dovuta sparire,ne ero cosciente,ma non pensavo in questa maniera...
Eppure son bastati pochi minuti per cadere in un inferno abissale.
Viaggio senza ritorno?"
... ...
Jack puntò l'arma contro gli agenti, ma non riuscì a fare altro.
I proiettili dei fucili della polizia lo investirono con forza devastante, al petto, alle braccia, alle gambe.
Poi calò il silenzio.
Anche il temporale aveva smesso di martoriare quella funesta serata.
... ...
Mentre il cadavere dello scrittore veniva caricato sul furgone del coroner, il detective Murk stava parlando con uno degli agenti dell'operazione.
"Non potevamo fare altro, ci ha puntato il fucile. Non capisco, un uomo come lui, una famiglia, una casa"
Murk guardò l'agente che aveva appena parlato.
"Mi sembri un pivello alle prime armi, eppure hai partecipato ad altre operazioni, anche peggiori. La follia non avvisa nessuno, arriva di punto in bianco e crea scompiglio. Quando sei felice fuori, non è detto che tu lo sia anche dentro. In ogni modo indagheremo, anche se credo ci sia poco da capire.La scientifica è già al lavoro..."
Continua...
Tutti i diritti riservati©
Buon weekend,dal Druido!
martellato da: Faus74 alle ore 00:18
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categoria:racconti, saetta di follia
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