Salve a tutti e tutte,riecco il Druido Accaldatissimo.
Questa non è l'estate,questo è l'inferno in terra,la morte gialla,li mortacci sua!!!
E pensate che sto riverniciando le ringhiere di casa,oh che goduria :-D
Il nuovo racconto prosegue bene,presto dovrebbe apparire qui sul forum; non mi piace molto,quando sarà il momento vi spiegherò meglio ;-)
Comunque,siete pronti per la lotta?
Sicuri?
Bisogna prepararsi per bene,proteggersi per bene,quindi...
Elmi ed armature
Secondo gli studi del prof. Stary l’elmo con protezione per il collo (Coolus E), un modello che divenne comune in tutta l’Europa Occidentale, è di invenzione celtica.

Alla semplice calotta in un secondo tempo vennero aggiunti dei paragnatidi mobili dalla morfologia trilobata, per dare una maggiore protezione al viso.
L’elmo con paragnatidi trilobati sviluppò poi gradualmente una forma allungata o conica, ideata per deviare i fendenti delle armi da taglio.
Durante il IV secolo, in Italia, contatti con le popolazioni etrusche modificano e migliorano la struttura dell’elmo celtico, e ai paragnatidi trilobati vengono sostituiti dei paragnatidi sagomati in più volute o falciformi, che proludevano in avanti proteggendo così non solo le guance ma anche gli zigomi e buona parte del volto del guerriero.

Il modello così concepito grazie all’apporto etrusco viene comunemente definito “Montefortino”, dal sito del suo primo ritrovamento, e divenne presto per funzionalità la tipologia di elmo più comune per tutte le popolazioni dell’Europa Occidentale, Romani inclusi.
Senza effettuare semplicistiche categorizzazioni, dobbiamo però ricordare che nell’ampio contesto celtico tutte le morfologie sopraelencate potevano coesistere, a seconda della disponibilità economica di chi possedeva l’elmo, che poteva spaziare nella sua forma dalla semplice calotta con paranuca del “Coolus E”, abbastanza economica, al più complesso e dispendioso “Montefortino”.
Da alcune raffigurazioni su monete inoltre, possiamo supporre che fossero di uso anche protezioni per il capo in cuoio.

Al di là della strutturazione funzionale, sappiamo dalle fonti che i Celti, o meglio i loro condottieri, amavano decorare i loro elmi in maniera singolare
“Sulle loro teste portano elmi bronzei decorati con imponenti figure che sembrano aumentare la statura di chi li indossa. In alcuni casi delle corna sono tutt’uno con l’elmo, mentre in altri vi sono raffigurazioni a sbalzo di uccelli o quadrupedi.”[1]
e se in alcuni casi gli ornamenti forse avevano la funzione di rendere individuabili i condottieri da parte dei loro subordinati in battaglia, come si suppone per i “Montefortino” cornuti dell’area boica e anamara o per l’elmo di Canosa di Puglia, munito di due cannule di bronzo che dovevano ospitare piume o crine, sono stati trovati anche modelli come quello della necropoli di Ciumesti (Romania), sormontato da un uccello rapace in bronzo con le ali mobili, che a causa del loro valore e della loro palese scomodità avevano probabilmente una valenza ornamentale da parata.
Tra il II e il I secolo in Gallia Transalpina l'industria celtica degli elmi portò a degli sviluppi di notevole interesse: sempre in costante evoluzione, le protezioni per il capo vennero gradatamente perfezionate fino alla manifattura del modello conosciuto oggi dagli archeologi come "Port", la cui struttura venne riconosciuta ottimale dagli stessi Romani, che perfezionandolo ulteriormente lo adottarono per i legionari.

Per quanto riguarda le armature, è innegabile che è ai Celti che dobbiamo l'introduzione in Europa della cotta di maglia, che verrà poi adattata e largamente impiegata dai Romani, ma quanto di fatto loro stessi ne facessero uso è un argomento controverso.
L’unico accenno letterario alle cotte di maglia celtiche è di Diodoro Siculo:
"Alcuni di loro [i Celti] hanno armature di ferro fatte con delle catene"[2],
e benché siano stati ritrovati alcuni frammenti di maglia di ferro come quello del deposito votivo di Tiefenau (Svizzera), e che alcune raffigurazioni, come la statua di Vachères (Francia) e i rilievi del santuario di Athena Nikephoros a Pergamo mostrino la maglia di ferro come parte integrante dell'armamento dei guerrieri celtici, costruire una cotta di maglia è un lavoro lungo e assai dispendioso, e probabilmente solo i capi, i nobili ed i mercenari più facoltosi potevano permettersene una.

Molte sono inoltre le raffigurazioni celtiche che ritraggono guerrieri protetti da armature che parrebbero organiche, forse in cuoio, forse in feltro, forse in lino.
[1] Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, 30
[2] Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, 30
Scritto da Il Pitta
Fonte: Fianna apPalug di Gioal Canestrelli
Buon inizio settimana a voi,un abbraccio dal Druido :-)
Questa non è l'estate,questo è l'inferno in terra,la morte gialla,li mortacci sua!!!
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Comunque,siete pronti per la lotta?
Sicuri?
Bisogna prepararsi per bene,proteggersi per bene,quindi...
Elmi ed armature
Secondo gli studi del prof. Stary l’elmo con protezione per il collo (Coolus E), un modello che divenne comune in tutta l’Europa Occidentale, è di invenzione celtica.

L’elmo con paragnatidi trilobati sviluppò poi gradualmente una forma allungata o conica, ideata per deviare i fendenti delle armi da taglio.
Durante il IV secolo, in Italia, contatti con le popolazioni etrusche modificano e migliorano la struttura dell’elmo celtico, e ai paragnatidi trilobati vengono sostituiti dei paragnatidi sagomati in più volute o falciformi, che proludevano in avanti proteggendo così non solo le guance ma anche gli zigomi e buona parte del volto del guerriero.

Senza effettuare semplicistiche categorizzazioni, dobbiamo però ricordare che nell’ampio contesto celtico tutte le morfologie sopraelencate potevano coesistere, a seconda della disponibilità economica di chi possedeva l’elmo, che poteva spaziare nella sua forma dalla semplice calotta con paranuca del “Coolus E”, abbastanza economica, al più complesso e dispendioso “Montefortino”.
Da alcune raffigurazioni su monete inoltre, possiamo supporre che fossero di uso anche protezioni per il capo in cuoio.

“Sulle loro teste portano elmi bronzei decorati con imponenti figure che sembrano aumentare la statura di chi li indossa. In alcuni casi delle corna sono tutt’uno con l’elmo, mentre in altri vi sono raffigurazioni a sbalzo di uccelli o quadrupedi.”[1]
e se in alcuni casi gli ornamenti forse avevano la funzione di rendere individuabili i condottieri da parte dei loro subordinati in battaglia, come si suppone per i “Montefortino” cornuti dell’area boica e anamara o per l’elmo di Canosa di Puglia, munito di due cannule di bronzo che dovevano ospitare piume o crine, sono stati trovati anche modelli come quello della necropoli di Ciumesti (Romania), sormontato da un uccello rapace in bronzo con le ali mobili, che a causa del loro valore e della loro palese scomodità avevano probabilmente una valenza ornamentale da parata.
Tra il II e il I secolo in Gallia Transalpina l'industria celtica degli elmi portò a degli sviluppi di notevole interesse: sempre in costante evoluzione, le protezioni per il capo vennero gradatamente perfezionate fino alla manifattura del modello conosciuto oggi dagli archeologi come "Port", la cui struttura venne riconosciuta ottimale dagli stessi Romani, che perfezionandolo ulteriormente lo adottarono per i legionari.

L’unico accenno letterario alle cotte di maglia celtiche è di Diodoro Siculo:
"Alcuni di loro [i Celti] hanno armature di ferro fatte con delle catene"[2],
e benché siano stati ritrovati alcuni frammenti di maglia di ferro come quello del deposito votivo di Tiefenau (Svizzera), e che alcune raffigurazioni, come la statua di Vachères (Francia) e i rilievi del santuario di Athena Nikephoros a Pergamo mostrino la maglia di ferro come parte integrante dell'armamento dei guerrieri celtici, costruire una cotta di maglia è un lavoro lungo e assai dispendioso, e probabilmente solo i capi, i nobili ed i mercenari più facoltosi potevano permettersene una.

[1] Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, 30
[2] Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, 30
Scritto da Il Pitta
Fonte: Fianna apPalug di Gioal Canestrelli
Buon inizio settimana a voi,un abbraccio dal Druido :-)
martellato da: Faus74 alle ore 22:35
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categoria:links, druidismo
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