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martellato da: Faus74 alle ore 12:27
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Ciao gente,si inizia a schiantare dal caldo qui,32 gradi di afa maledetta!!!
Con il post di oggi termina la trilogia dei film di Resident Evil,e non poteva finire in maniera peggiore. Film insipido,inutile,secondo me girato solo per fare ulteriori soldi sulla scia del successo dei due precedenti. Mentre nei primi due c'erano molte analogie con il famoso videogioco,qui troviamo solo spazzatura,non mi è piaciuto affatto. Anche la recitazione ha lasciato a desiderare,tranne per la Jovovich,superba come sempre. Se non lo avete visto,nulla di preoccupante,non avete perso nulla. Resident Evil:
Extinction ![]() Regia
Russell Mulcahy Interpreti e personaggi Milla Jovovich: Alice Oder Fehr: Carlos Olivera Ali Larter: Claire Redfield Iain Glen: Dott. Isaacs/Tyrant Mike Epps: L.J. Spencer Locke: K-Mart Ashanti Douglas: Betty Gary Hudson: Umbrella Captain Linden Ashby: Chase Resident Evil: Extinction è il terzo film dedicato alla saga cinematografica Resident Evil, ripresa dal noto videogioco della Capcom, uscito in autunno 2007.Le riprese del film sono iniziate il 17 maggio 2006 in Messico. Negli USA l'uscita del film nelle sale è stata il 21 settembre 2007; in Italia il film è uscito nelle sale il 12 ottobre 2007. Trama Nei cinque anni successivi agli eventi di Resident Evil: Apocalypse, numerose fuoriuscite di T-virus hanno trasformato la popolazione mondiale in orde di zombie, uccidendo contemporaneamente gran parte della vita sul pianeta. I pochi superstiti sono in continuo movimento per sfuggire alle innumerevoli masse di non morti. ![]() ![]() Nel frattempo, il Dr. Isaacs sta sperimentando gli effetti del virus ottenuto da cloni di Alice, giungendo a creare alcuni super-zombie, benché i cloni abbiano fallito nei test cui sono stati sottoposti (repliche della Villa, dell'Alveare e dell'Ospedale di Racoon City). Per trovare una risposta all'infezione gli serve l'originale, cui sta dando la caccia tramite la rete di satelliti dell'Umbrella, in grado di rilevare l'uso dei poteri psionici che Alice dovrebbe aver sviluppato. Carlos Olivera ed L.J. si sono uniti a un convoglio, guidato da Claire Redfield, che si sposta in cerca di rifornimenti. Durante una perquisizione, L.J. viene morso ma lo tiene nascosto ai compagni. All'alba il gruppo, fermatosi per la notte, è attaccato da migliaia di corvi infetti; solo l'arrivo di Alice, che con i nuovi poteri crea una nube di fuoco, li salva. ![]() ![]() Alice suggerisce di recarsi al vicino impianto sotterraneo Umbrella e impiegare il loro elicottero per fuggire con minor pericolo in Alaska. Quando il gruppo arriva sul posto però lo scopre circondato da migliaia di zombie. Carlos, che ritiene di essere senza speranza, si sacrifica per aprire un passaggio, facendosi saltare con un camion di gasolio e vari candelotti di esplosivo in mezzo all'orda; prima di partire, lui e Alice si baciano. Il gruppo riesce ad attraversare il passaggio appena aperto, e mentre gli altri fuggono in elicottero, Alice saluta Claire e gli altri e si addentra nei laboratori in cerca di vendetta. La Regina Bianca (versione migliorata della Regina Rossa), la informa che il suo sangue è la chiave per sconfiggere l'infezione, ma gli strumenti necessari si trovano nei livelli inferiori, dove la Regina ha bloccato Isaacs; quest'ultimo, grazie all'azione combinata del virus modificato e di massicce dosi di antivirus, si è trasformato in un Tyrant con incredibili facoltà rigenerative, poteri telepatici e tentacoli sulla mano destra, e ha massacrato tutti coloro che ha trovato. ![]() A Tokyo, Albert Wesker informa i dirigenti dell'Umbrella che la divisione del Nord America è perduta; alla riunione compare Alice, in ologramma, che gli giura vendetta e gli promette che sarebbe andata a trovarlo con "alcuni amici". Il film si chiude con Alice che, insieme al suo clone, ne guarda altre centinaia svegliarsi. Fonte: Wikipedia
martellato da: Faus74 alle ore 16:26
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categoria:cinema tv and co
"Pulsa maledetto e veloce il sangue nelle vene del Druido,
Il sottofondo che state ascoltando non si adatta al post,ma è perfetto per la mia anima; non dico altro,non voglio sfidare ulteriormente il destino che da qualche tempo mi è benevolo...c'è solo da sospirare e sperare...e se questo non è amore!!!giorni strani si prospettano di fronte. Pensieri confusi ma decisi,onore ed amore, tenace prosegue il viaggio, non è tempo di gettare la spada a terra!" Ecco,dopo questo vagabondaggio mentale obliquo,riprendiamo il discorso su Brooks :-) LE QUATTRO TERRE, IL MONDO DI SHANNARA (1a parte) Ogni epopea fantasy che si rispetti ha un importante protagonista: un mondo, una scacchiera dove si muovano i personaggi. E' impossibile, parlando di fantasy, non mettere a confronto qualsiasi opera con quella massima di Tolkien, Il Signore degli Anelli, quindi spero perdonerete i numerosi confronti che saranno qui presenti. Il grande filologo di Oxford creò la Terra-di-Mezzo basandosi sull'Europa o, meglio, sull'Europa del nord; il suo è un mondo descritto fin nei minimi dettagli: lingue, popoli, storia, mitologia. Per la sua saga di Shannara, Terry Brooks ha creato le Quattro Terre, descrivendo ognuna di queste terre nei primi romanzi della saga, per poi usarle tutte nella sua seconda storia, Gli Eredi di Shannara. Fin nel primo romanzo, La Spada di Shannara, il druido Allanon ci rivela l'origine delle Quattro Terre: un mondo completamente trasformato dall'uso di terribili armi in una guerra tecnologica avvenuta mille anni fa. Si tratta di una guerra nucleare, una guerra che da tempo era temuta e che ora, come scopriamo, è avvenuta. Istigata dai terribili Demoni (che appaiono nella trilogia Il Verbo e il Vuoto), l'umanità finisce per utilizzare le armi atomiche in una guerra di poche ore che ha come unico risultato la distruzione della Terra che conosciamo: i continenti si trasformano, i mari si prosciugano, nascono nuove catene montuose, mentre l'umanità si estingue quasi completamente. Solo un gruppo di sparuti sopravvissuti, rifugiatisi a sud, torneranno a ripopolare il nuovo mondo dopo mille anni di buio e terrore. Quando gli esseri umani tornano sulla scena mondiale, scoprono che la Terra è ora abitata da altre popolazione: nani, gnomi, troll, elfi. Le prime tre sono derivate da mutazioni genetiche causate probabilmente da radiazioni, mentre gli elfi sono esseri a parte, rimasti nascosti per millenni agli occhi degli umani e tornati a popolare il mondo dopo la fine dell'Era Tecnologica. La cultura e la conoscenza hanno abbandonato però gli esseri umani, e le uniche testimonianze della vecchia epoca sono racchiuse in antichi libri in possesso di poche persone. E' quindi allo scopo di preservare la cultura dei tempi che furono che i detentori dei libri scampati all'Olocausto si riuniscono sotto il consiglio dell'elfo Galaphile e formano l'Ordine dei Druidi. Riunitisi nella fortezza di Paranor, i Druidi decidono di dedicarsi completamente allo sviluppo della conoscenza e alla protezione delle razze dalle barbarie. Si può riconoscere in quest'ordine una vaga ispirazione non agli Istari di Tolkien, ma agli Jedi di Star Wars, a cui sembra che Brooks si sia leggermente ispirato soprattutto per la creazione del primo romanzo di Shannara e al suo preludio, Il Primo Re. Si può osservare che il romanzo fu edito nel 1977 (stessa data dell'uscita del film di Lucas), e che quindi i Druidi potrebbero essere stati ispirati dalla visione del film. Anche il saluto ricorrente di Allanon e di suo padre Bremen: "Che la fortuna sia con te" sembra ricalcare il celebre augurio Jedi. Sono naturalmente pure teorie prive di fondamento (anche se forse non è un caso che la novellization di "Star Wars: Episodio I: La Minaccia Fantasma" sia stata scritta proprio da Brooks). Fonte: Fabbricanti di universi Continua... ****************************
Si apre e si chiude il ciclo "La Genesi di Shannara"I Figli di Armageddon
Su una Terra devastata in maniera irreversibile dall'inquinamento e dalle pestilenze imperversa ormai incontrastato il Vuoto, essenza stessa del Male. Suoi fidi servitori sono i Demoni e spaventose creature postumane, frutto delle terribili contaminazioni ambientali. Il genere umano stesso sembra destinato a una progressiva e inesorabile estinzione. Pochi e sparuti drappelli di uomini e donne sopravvivono in avamposti fortificati ai terribili attacchi dei mutanti, ma la loro fine sembra ormai prossima. Spetterà ad Angel Perez e Logan Tom, gli ultimi sopravvissuti tra i Cavalieri della Parola, prendere in mano il destino del mondo, mettendosi alla ricerca di due misteriosi talismani in grado di garantire la sopravvivenza alla Terra. (Terry Brooks) Anno 2006 Titolo originale: Armageddon's Children ![]() Gli Elfi di Cintra
Dopo "I figli di Armageddon" Terry Brooks ci riporta in un futuro del pianeta Terra tanto prossimo quanto terribile. Veleni ed epidemie hanno decimato gli esseri umani e molti dei sopravvissuti sono stati spazzati via dai demoni e dai loro alleati. Gli ultimi uomini resistono rinchiusi in roccaforti, oppure vagano senza meta per le terre desolate. Pochissimi hanno la forza di opporsi al Male, individui che hanno ricevuto il dono della magia e che il fato ha destinato a grandi imprese. Tra di essi il giovane Hawk, che deve intraprendere un viaggio fino ai Giardini della Vita per conoscere il proprio destino. Con lui Logan Tom, il Cavaliere del Verbo che ha preso in custodia i compagni di Hawk e che dovrà guidarli in fuga da una Seattle assediata dai demoni; e Angela Perez, la quale, con un secondo gruppo di rifugiati, viaggia fino alle foreste dell'Oregon per incontrare gli elfi. Qui tenterà di convincere le creature magiche, che da sempre si nascondono alla vista degli umani, a combattere i demoni a fianco degli uomini. Ma molti elfi, nonostante tutto, si sentono ancora in salvo dall'avanzata dei demoni, e non tutti hanno intenzione di ritrovare le perdute Pietre che potrebbero aiutarli nella vittoria. Eppure, tra le loro file, già si nasconde una nuova minaccia... Con questo secondo volume, la saga della "Genesi di Shannara" si conferma come una delle più felici e innovative del maestro del genere Terry Brooks. Una storia di grandissima forza immaginifica, un'indimenticabile epica del futuro prossimo.(Terry Brooks) Anno 2007 Titolo originale: The Elves of Cintra ![]() Fonte: Internet Buon inizio settimana dal Druido. PS-Ringrazio la creatrice del mio template, EMY , per aver fatto un piccolissimo ritocco: a fine post potete vedere un piccolo divider che ci sta benissimo :-)
martellato da: Faus74 alle ore 18:03
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categoria:amore, libri e dintorni, links, caos
Oggi non è tempo di ricette o donnine,no.
Sedici anni fa,la mano vigliacca della mafia ci portava via un uomo ed un eroe!!! Non dimentichiamo...onore a lui e a tutte le vittime di mafia. Giovanni Falcone
![]() Palermo, 18 maggio 1939 Palermo, 23 maggio 1992 «Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana.» (Giovanni Falcone) «Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.» (Giovanni Falcone) La strage di Capaci Giovanni Falcone muore nella c.d. strage di Capaci, il 23 maggio 1992. Stava tornando, come era solito fare nei fine settimana, da Roma. Il jet di servizio partito dall'aeroporto di Ciampino intorno alle 16:45 arriva a Punta Raisi dopo un viaggio di 53 minuti. Lo attendono tre autovetture del tipo Fiat Croma, gruppo di scorta sotto comando del capo della squadra mobile della Polizia di Stato, Arnaldo La Barbera. Appena sceso dall'aereo, Falcone si sistema alla guida della vettura bianca, ed accanto prende posto la moglie Francesca Morvillo mentre l'autista giudiziario Giuseppe Costanza occupa il sedile posteriore. Nella Croma marrone, c'è alla guida Vito Schifani, con accanto l'agente scelto Antonio Montinaro e sul retro Rocco Di Cillo, mentre nella vettura azzurra ci sono Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo. Al gruppo è in testa la Croma marrone, poi la Croma bianca guidata da Falcone, e in coda la Croma azzurra. Le auto lasciano l'aeroporto imboccando l'autostrada in direzione Palermo. La situazione appare tranquilla, tanto che non vengono attivate neppure le sirene. Ma qualcuno, nell'ombra, ha già tramato. Sa dell'arrivo del giudice: particolari che dovrebbero essere coperti dal più rigido riserbo. Su una strada parallela, una macchina si affianca agli spostamenti delle tre Croma blindate, per darne segnalazione ai killer in agguato sulle alture sovrastanti il litorale; sono gli ultimi secondi prima della strage. Otto minuti dopo, alle ore 17:58, presso il Km.5 della A29, una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina. Pochissimi istanti prima della detonazione, Falcone si era accorto che le chiavi di casa erano nel mazzo assieme alle chiavi della macchina, e le aveva tolte dal cruscotto, provocando un rallentamento improvviso del mezzo. Brusca, rimasto spiazzato, premette il pulsante in ritardo, sicché l'esplosione investe in pieno solo La Croma marrone, prima auto del gruppo, scaraventandone i resti oltre la carreggiata opposta di marcia, sin su un piano di alberi; i tre agenti di scorta muoiono sul colpo. La seconda auto, la Croma bianca guidata dal giudice, si schianta invece contro il muro di cemento e detriti improvvisamente innalzatosi per via dello scoppio. Falcone e la moglie, che non indossano le cinture di sicurezza, vengono proiettati violentemente contro il parabrezza. Costanza, fortunosamente, sopravvive, accusando poi solo delle lievi ferite. Così come rimangono feriti anche gli agenti della terza auto, la Croma azzurra, che infine resiste, e si salvano miracolosamente anche un'altra ventina di persone che al momento dell'attentato si trovano a transitare con le proprie autovetture sul luogo dell'eccidio. La deflagrazione provoca un'esplosione immane ed una voragine enorme sulla strada. In un clima irreale e di iniziale disorientamento, altri automobilisti ed abitanti dalle villette vicine danno l'allarme alle autorità e prestano i primi soccorsi tra la strada sventrata ed una coltre di polveri. Venti minuti dopo circa, Giovanni Falcone viene trasportato sotto stretta scorta di un corteo di vetture e di un un elicottero dell'Arma dei Carabinieri presso l'ospedale Civico di Palermo. Francesca Morvillo viene prima trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Cervello, e poi trasferita anch'essa al Civico, presso il reparto di Neurochirurgia. Gli altri agenti e i civili coinvolti vengono anch'essi trasportati in ospedale mentre La Polizia Scientifica esegue i primi rilievi ed i Vigili del Fuoco espletano il triste compito di estrarre i cadaveri irriconoscibili di Schifani, Montinaro e Di Cillo. Intanto i media iniziano a diffondere la notizia di un attentato a Palermo, ed il nome del giudice Falcone trova via via conferma. L'Italia intera, sgomenta, trattiene il fiato per la sorte delle vittime con tensione sempre più viva e contrastante, sinché alle 19:05, un'ora e sette minuti dall'attentato, Giovanni Falcone muore dopo alcuni disperati tentativi di rianimazione, a causa della gravità del trauma cranico e delle lesioni interne. Francesca Morvillo morirà anch'essa, poche ore dopo. Due giorni dopo, mentre a Roma viene eletto Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, a Palermo si svolgono i funerali delle vittime ai quali partecipa l'intera città, assieme a colleghi e familiari e personalità come Giuseppe Ayala e Tano Grasso. I più alti rappresentanti del mondo politico, come Giovanni Spadolini, Claudio Martelli, Vincenzo Scotti, Giovanni Galloni, vengono duramente contestati dalla cittadinanza; e le immagini televisive delle parole e del pianto straziante della vedova Schifani susciteranno particolare emozione nell'opinione pubblica. Il giudice Ilda Boccassini urlerà la sua rabbia rivolgendosi ai colleghi nell'aula magna del Tribunale di Milano: «Voi avete fatto morire Giovanni, con la vostra indifferenza e le vostre critiche; voi diffidavate di lui; adesso qualcuno ha pure il coraggio di andare ai suoi funerali». All'esecrazione dell'assassinio, il 4 giugno si unisce anche il Senato degli Stati Uniti, con una risoluzione (la n. 308) intesa a rafforzare l'impegno del gruppo di lavoro italo-americano, di cui Falcone era componente. Intanto, Paolo Borsellino, intraprenderà la sua ultima lotta contro il tempo, che durerà appena altri cinquantotto giorni, indagando nel tentativo di dare giustizia all'amico Giovanni. Medaglia d'oro al valor civile «Magistrato tenacemente impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata, consapevole dei rischi cui andava incontro quale componente del 'pool antimafia', dedicava ogni sua energia a respingere con rigorosa coerenza la sfida sempre più minacciosa lanciata dalle organizzazioni mafiose allo Stato democratico. Proseguiva poi tale opera lucida, attenta e decisa come Direttore degli Affari Penali del Ministero di Grazia e Giustizia ma veniva barbaramente trucidato in un vile agguato, tesogli con efferata ferocia, sacrificando la propria esistenza, vissuta al servizio delle Istituzioni.» Palermo, 5 agosto 1992 Fonte: Wikipedia
martellato da: Faus74 alle ore 13:22
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categoria:tristezza
Magica la voce di Zakk Wylde,magica la sua chitarra e la forza dirompente dei suoi riff,magiche le note dei suoi assoli!
Forza,premere play ed ascoltare con gusto ;-) Tutto questo perchè? Semplice,è il giusto accompagnamento per il nostro viaggio del momento. Lame,scudi,elmi,sangue,sudore e polvere. In poche parole,il mondo del Druido :-) Opliti Traci e spade celtiche Benchè certamente la classe militare caratteristica dei Traci è e resterà sempre quella dei Peltasti, agile e duttile fanteria leggera che spingerà i Greci a sviluppare il corpo degli Ekdromoi per contrastarli, anche presso i Traci era presente una fanteria pesante, composta dai ceti nobiliari, e che in tutto e per tutto ricalcava gli opliti greci. In tutto e per tutto, o quasi. Abbiamo infatti le prove archeologiche che nel IV sec. a.C. gli opliti traci, che fino ad allora alla lancia di 2 metri e mezzo avevano accompagnato la xiphos (la spada greca con lama a foglia, utilizzata di punta e di origine micenea), cominciano ad utilizzare la spada celtica lateniana. Xiphos
![]() Questo, unitamente all'uso di uno scudo concavo come l'hoplon, consentiva di poter sguainare tranquillamente senza impacciarsi, scoprirsi o rischiare di ferire i compagni. Interessante vedere come la ricerca di un arma da impiegare principalmente da "schianto", che poteva essere utilizzata senza eccessive evoluzioni, abbia portato sia i Greci che i Traci ad abbandonare la xiphos di antica origine micenea, con la quale in contesti serrati era possibile unicamente esguire imbroccate; ma così come i primi adottarono la kopis machaira, oppure modificarono la xiphos ingrossandone la parte terminale, i secondi, evidentemente per vicinanza territoriale coi Celti, la sostituirono con la spada lunga lateniana. Spada Lunga Lateniana
![]() Obiettivamente, sguainare una spada in un contesto di compressione risulta più agevole se questa è tenuta al fianco sinistro (come facevano i Greci e i "caetrati" iberici), ma se si combatte con uno scudo oblungo il processo risulta scomodo se non impossibile -o non si riesce ad estrarre la lama oppure ci si deve scoprire sensibilmente-. La cosa è accentuata se lo scudo in questione è piatto, come solitamente era quello celtico. Uno scudo come l'hoplon invece consente il procedimento in maniera più agevole, poichè la spada, durante l'estrazione, è accolta nella sua concavità. Hoplon
![]() Scritto da Il Pitta Fianna apPalug di Gioal Canestrelli Buona serata,buoni vagabondaggi mentali,buona vita. Il Druido
martellato da: Faus74 alle ore 21:34
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