Nome: Il Druido Un Druido moderno,con l'anima che viaggia nel passato, nel presente e nel futuro...
Le mie parole,i miei pensieri,vagando nella Magica Foresta dei Druidi.
Sussurri di follia
ON AIR *Death March*
*(Black Label Society)*
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"Dei della Guerra,io vi invoco,
la mia spada è al mio fianco.
Cerco una vita di onore,
libera dal falso orgoglio.
Farò schioccare la frusta
con un potente richiamo.
Che la morte arrivi se fallirò.
Gloria, grandezza, lealtà.
Ave, ave, ave."
Lampi Druidici
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Chi mi segue da tempo conosce anche il mio amato cagnolino Pantera.
Lo prendemmo in un canile che aveva un anno...
Beh...ora ha 11 anni,un'età in cui i cani sono vecchi...ha molti acciacchi...
Son 3 giorni che è malato,non cammina più...non mangia più...
Oggi il veterinario ha detto che...difficilmente passerà la nottata...
Non riesco a scrivere altro...scusate...
Aggiornamento:
Dopo una notte e un giorno di sofferenza indicibile,Pantera è andato a vivere nel paradiso dei Druidi,dove potrà correre libero per sempre.
Ciao piccolo amico mio,ti voglio bene...
TERRY BROOKS, L'UOMO CHE CREDETTE NELLA MAGIA (6a parte)
Questa serie di idee, che provengono anche dalle ferme convinzioni politiche di Brooks, lo portano al primo romanzo della nuova serie: Il Demone (1997). «Nel caso del Demone, le idee mi arrivarono così in fretta e così facilmente da permettermi appena di prendere nota di una che già ne affiorava un’altra. Prima di finire di pensare a quel libro, avevo l’ossatura di altri due: una trilogia con un inizio, una storia centrale e una conclusione». La trilogia prosegue infatti con Il Cavaliere del Verbo (1998) e Il fuoco degli Angeli (1999). Ma, nonostante le aspettative, commercialmente il successo non è enorme. Brooks ritiene Il Demone “il suo romanzo migliore”, tesi questa che una parte del pubblico e la larga parte della critica gli riconoscono; ma il mercato con le sue regole non è ugualmente convinto: Brooks vuol dire Shannara, e un Brooks senza Shannara non vende. Dopo essere schizzato ai primi posti della classifica best-seller del New York Times già nella prima settimana, le vendite colano a picco. Non sono un insuccesso economico, certo, ma un tradimento delle aspettative questo sì. Le conseguenze di tutto questo si scopriranno più tardi.
Nel novembre del 1997 Brooks è costretto a tornare sui suoi passi e rimangiarsi la promessa fatta otto anni prima di non realizzare più alcun adattamento di film. Linda Grey, presidente della Ballantine Books, e Owen Lock – che dopo la morte di Lester Del Rey è divenuto direttore della Del Rey Books – lo informano che il regista George Lucas vuole affidare proprio a lui la novelizzation dell’attesissimo Star Wars, Episodio I: La Minaccia Fantasma. E’ il film più atteso del decennio e Brooks non può dire no: non solo perché è un affare che aprirà il suo nome a un vasto pubblico, ma anche perché in qualche modo sottile Star Wars e la sua fantasy sono inestricabilmente legati. Lucas vuole lui e la Ballantine perché non si è dimenticato che nel 1977, quando nessuno avrebbe scommesso niente su Star Wars, fu proprio Judy-Linn Del Rey ad acquistare i diritti della novelizzation del film e a promuoverlo insieme a La Spada di Shannara come romanzo di punta della collana fantastica della Ballantine. Lucas e Brooks furono le prime scoperte dei Del Rey e i loro destini hanno camminato di pari passo. Le cose si rivelano subito ben diverse da quanto accaduto otto anni prima con Hook. Brooks è subito invitato allo Skywalker Ranch di Lucas dove assiste alla proiezione delle scene, gli vengono consegnati CD colmi di foto, modellini e costumi, gli si dà libero accesso alla sceneggiatura e soprattutto la possibilità di incontrare George Lucas stesso. L’incontro tra i due è emblematico: due sognatori che si scambiano reciprocamente le idee. Lucas dimostra tutto il suo amore per Star Wars, chiede a Brooks di impostare il romanzo dal punto di vista di Anakin Skywalker perché è quello che lui avrebbe voluto fare ma che il film non gli ha permesso. Gli descrive gli avvenimenti che verranno, quelli dei due film successivi, e la storia di Anakin, quella dei Sith e degli Jedi. Lucas rivela il suo cuore di fabbricante di universi a Brooks, che riconosce subito come suo simile: «Quel pomeriggio vidi qualcosa di stupefacente. Lucas chiese all’operatore della console di proiettare parecchie volte la gara di una corsa sugli “sgusci” e io, mentre guardavo, mi sentivo come un bambino che avesse trovato un nuovo gioco. Anche George Lucas mi pareva condividere quello che provavo io». Il film, come è noto, sarà un successo, e il romanzo di Brooks – uscito tre mesi prima, è il 1999 – resterà al primo posto nella classifica rilegati del New York Times per cinque settimane. Fonte
Fabbricanti di universi
Stavolta il buon weekend del Druido sarà diverso dal solito.
Mi lamentavo della mia cervicale,il Druido invecchia velocemente,sarà per via delle sue avventure non proprio salutari.
Tantopiù adesso che sto facendo un viaggio nell'infanzia del Druido,ma approfondiremo questo discorso a tempo debito.
Dicevo,mi lamentavo di questo dolorino (dolorone) quando nel blog dell'amica Anna leggo questo post preso da qui.
"Sto organizzando da qualche settimana una campagna di sensibilizzazione per aiutare dei miei amici e sopratutto la loro bimba di 4 anni, Erika, che dopo essersi sottoposta ad un vaccino obbligatorio purtroppo ha riscontrato una encefalopatia severa. C'è una possibilità per gridare il suo amore , per camminare felice. Dovrebbe raggiungere gli Stati Uniti per poter praticare la SYNERGY tra HBOT e THERAPIES 4 KIDS. Altri bambini come lei ci sono riusciti. Purtroppo per fare questo viaggio della speranza ha bisogno di tutti noi perchè la terapia (che non si pratica ancora in Italia) costa oltre 300.000 euro. E' una bambina davvero deliziosa e vorrei davvero aiutarla a raggiungere questo meraviglioso viaggio che potrebbe guarirla. Erika ha anche un blog e un sito. Potete scaricare il volantino per diffondere la sua storia"
Queste sono le catene che devono girare in rete!!!
Di questo si deve parlare,non di Prodi,Berlusconi e accozzaglia simile (destrasinistracentroobliquosticazzivaffanculo)!
Mi addolora leggere di un cucciolo che soffre...perchè ne vedo moltissimi...
Un bacione alla piccola Erika,ogni altra parola sarebbe superflua...
"Quando non ci sarà più posto all'inferno,
i morti cammineranno sulla terra..."
"Quando i morti camminano, signori,
bisogna smettere di uccidere.
Altrimenti si perde la guerra."
"Ospedali, cliniche, obitori, imprese di pompe funebri
sono giunti alla sicura conclusione che attualmente
i morti insepolti tornano in vita
animati da un' incrollabile
ansia di vittime umane"
Sono frasi tratte da un film cult,che solo a sentirle ti sale quel brivido...
Vi voglio presentare il film horror che preferisco su tutti.
La classica lotta tra la morte (gli zombi,un oceano di zombi) e la vita (i vivi,pochi,pochissimi).
Nel vedere oggi un film del genere verrebbe da ridere,per via degli effetti speciali e del trucco della maggior parte delle comparse.
Ma ricordiamoci che si tratta di un film del 1978!!!
Avrò visionato questa pellicola decine e decine e decine e decine e decine...e decine di volte,ma ogni volta è come se fosse la prima.
Ho consumato 2 vhs,ora ho il dvd :-D
Sono un patito dei film sugli zombi,mi affascinano da sempre.
Ci vorrebbe Maura per parlare tecnicamente di questo capolavoro dell'horror d'altri tempi :-D
E infatti ecco il parere della Zia Splatteronza.
Elogio alla PERFEZIONE:
ZOMBI
C'è poco da aggiungere a tutto quello che è stato detto su un film così perfetto, favoloso, stupendo, originale, all'avanguardia, lineare, intrigante, visionario e veramente ma veramente horror. Horror in senso esteso, dove oltre agli spargimenti di sangue e budella, c'è una fondamentale critica alla società dei consumi, molto fine e mai retorica, e un umorismo gore, che pervade la pellicola, mai noiosa.
Si urla a sguarciagola al Capolavoro, perchè di questo si tratta!
Omaggi meritatissimi a Dario Argento, che ne curò la produzione italiana.
Romero is God
"Maurarock"
Siore e siori,nell'augurarvi BUON APPETITO,ecco a voi...
Zombi
(Dawn of the dead)
Anno
1978 Regia,Soggetto,Sceneggiatura,Montaggio
George A. Romero Musiche
Goblin Premi
* Golden Screen (1980)
* Saturn Award - Miglior release in DVD di un film classico(2005)
-Attori principali- David Emge
Stephen
Ken Foree
Peter
Scott H. Reiniger
Roger
Gaylen Ross
Francine
E la partecipazione di...
Tom Savini
Biker
Zombi è un film statunitense del 1978 diretto dal regista George A. Romero. È il secondo film della tetralogia dei morti viventi.
In Italia il film è stato distribuito con un titolo che non ha nulla a che fare con l'originale: Dawn of the dead, "L'alba dei morti".
Si viene quindi a perdere il senso dei titoli della trilogia originale che dovevano rendere l'idea di un'invasione di morti viventi di portata sempre maggiore: la notte (Night of the Living Dead), l'alba (Dawn of the Dead,) e il giorno (Day of the Dead), ai quali, nel 2005, si è aggiunta la terra (Land of the Dead).
Con questo film Romero ha voluto lanciare una critica alla società consumistica americana.
Il film, le cui riprese sono durate circa quattro mesi fra la fine del 1977 e l'inizio del 1978, è stato prodotto con un budget relativamente limitato di 1,5 milioni di dollari.
Il film è stato girato nel Monroeville Mall di Monroeville, Pennsylvania USA, e fu possibile fare le riprese solamente quando il centro commerciale chiudeva, approssimativamente fra le 10:00 del pomeriggio e le 8:00 del mattino.
Ebbe un enorme successo, incassando in totale 40 milioni di dollari, e ben presto divenne un film di culto presso gli appassionati di cinema horror.
Nel 2004 è stato fatto un remake intitolato L'alba dei morti viventi, diretto da Zack Snyder. Trama
Sulla Terra, per via di un virus sconosciuto, da tempo i morti hanno cominciato a rialzarsi e a uccidere i vivi per nutrirsi.
Mentre a Philadelphia degli esponenti del governo partecipano ad un dibattito televisivo volto al fine di decidere il da farsi, in un edificio nel quale sono barricati dei fuggiaschi che non vogliono consegnare i morti della loro stessa etnia, irrompe una squadra S.W.A.T. per sistemare la faccenda.
Due S.W.A.T., Peter e Roger, una reporter, Francy, e il suo fidanzato, il pilota addetto alla sicurezza stradale Steve, cercano di fuggire in elicottero dalla città di Philadelphia, ma sono costretti ad atterrare sul tetto di un gigantesco centro commerciale a causa della scarsità di carburante.
Il posto è già infestato dai morti, ma i quattro riescono pian piano a sterminarli e a chiudere le vie di accesso all'edificio, barricandosi dentro.
Ma i morti non demordono: sono ancora fuori, che tentano di entrare: sanno che i 4 sono all'interno.
A complicare la situazione ci si mettono la ferita da morso di uno dei quattro protagonisti e una banda di motociclisti che è sopravvissuta all'olocausto saccheggiando negozi e abitazioni in città, e che ora vuole fare altrettanto nel centro commerciale, dove giungono aprendo la strada ai cadaveri ambulanti.
Il finale è una gigantesca carneficina con solo due sopravvissuti che riescono a fuggire. Curiosità
*Tom Savini, il truccatore del film, appare in diversi ruoli marginali, tra cui uno dei leader della banda di motociclisti che viene chiamato "Blades" per la sua abitudine di maneggiare attrezzi taglienti, e uno zombi che sfonda il finestrino di un camion per attaccare uno dei protagonisti. Savini riprenderà la parte di "Blades" in un breve cameo in La terra dei morti viventi.
*Nella sceneggiatura originale Romero aveva pensato ad un finale diverso e molto più tragico, in cui i due che riescono a scappare preferiscono suicidarsi piuttosto che continuare a fuggire: uno si sparava alla testa e la ragazza si buttava tra le pale dell'elicottero. Sebbene questa scena non appaia in nessuna edizione speciale in DVD, in un'intervista l'attore Ken Foree ricorda di averla girata.
*Romero ha fatto due cameo in questo film: è il direttore dello studio televisivo e il motociclista vestito da Babbo Natale che appare brevemente durante l'assalto dei motociclisti.
*Christine Forrest Romero (la moglie di Romero) fa una piccola apparizione come l'assistente del direttore nello studio televisivo.
*Nei titoli di testa appare un riferimento a Dario Argento in qualità di curatore della musica insieme ai Goblins.
In realtà il ruolo del regista italiano nel film è stato molto incisivo. Oltre ad aver co-prodotto il film, aver materialmente ospitato Romero in Italia a Roma, dove vennero scritte molte pagine della sceneggiatura, ne curò, in quanto ottenuta ai sensi del contratto di co-produzione, la distribuzione in Europa e in Giappone.
A lui si deve la scelta del gruppo dei Goblins che ha realizzato una colonna sonora originale e coinvolgente (mentre quella americana era decisamente più tradizionale e "scialba") al punto che in successive distribuzioni del film Romero stesso introdusse alcuni pezzi dei Goblins nella versione destinata al mercato statunitense.
Ma soprattutto Dario Argento ha rivisto il montaggio del film.
La versione italiana - in generale quella europea - e giapponese è infatti molto diversa dall'originale; innanzitutto dura circa 20 minuti di meno, ma i tagli non furono dovuti alla censura (che invece fu molto forte in Francia) infatti sono state tolte sequenze e personaggi interi che rallentavano il film, è una versione molto più dinamica e per certi versi preferibile all'originale, peccato solo che sia saltato anche uno dei migliori effetti di Tom Savini: lo zombie la cui testa viene affettata dalle pale dell'elicottero.
*Nelle visioni in TV dei primi anni ottanta erano presenti scene oggi tagliate perfino dai DVD, tra cui Miguelito che azzanna la spalla alla moglie, il poliziotto che si spara alla testa dopo aver ucciso il primo morto vivente che si vede nel film e una parte in cui due bambini zombi, quando Peter si è seduto nella casa apparentemente abbandonata in campagna, vengono uccisi da egli stesso,che però rischia di essere azzannato (dai 2 bambini).
E,successivamente,rischia di essere colpito da Stephen, il quale spara ad un morto vivente da una distanza considerevole - non avendo esperienza con le armi - che si è affacciato alla porta della casa e sta per aggredire Peter. Lo zombi viene poi ucciso da Roger.
La sequenza...
(Nel mio Dvd ci sono tutte le scene tagliate. N.d.D=Nota di Druido)
Fonte:Wikipedia e Druidopedia
Preparate i popcorn, una birra fresca, sedete sul divano... e godetevi lo spettacolo...
TERRY BROOKS, L'UOMO CHE CREDETTE NELLA MAGIA (5a parte)
Quando il film è finalmente concluso, così come il romanzo, la tragedia è appena iniziata: «Il manoscritto mi tornò inedito non con una, ma con tre serie di revisioni da parte di tre diverse persone del mondo del cinema… Per una frase che diceva: “L’interno della stanza era buio come la notte”, il commento era: “Questa azione non si svolge di notte”… Accanto a una citazione di Topolino c’era il misterioso commento: “Cancellare i riferimenti ai personaggi Disney”». Quando tutto finisce il film si rivela un mezzo fiasco e il romanzo viene perlopiù ignorato. Brooks giura a se stesso di non scrivere mai più un altro adattamento di film. Sarà costretto a ricredersi otto anni dopo.
Intanto, i tempi sono ormai maturi per un ritorno alle origini, un ritorno nelle Quattro Terre di Shannara. Tutto sommato la trilogia di Landover non aveva entusiasmato come la precedente: «La storia era piaciuta abbastanza, ma il commento che udivo con maggior frequenza era “Quando scriverà un altro Shannara?”. Quando però, invece di fare quello che mi veniva chiesto, scrissi altri due libri della serie di Landover, la cosa non mi guadagnò nuove simpatie». Le vendite calano, i lettori e l’editore sono insoddisfatti: vogliono la fantasy epica. E la fantasy epica è quel che Brooks decide di dar loro. Il ciclo dell’Eredità di Shannara, il più celebre ed acclamato ciclo all’interno della monumentale saga di Shannara, rilancia in grande stile la formula della trilogia “classica” e ne supera il successo. Gli Eredi di Shannara (1990), Il Druido di Shannara (1991), La regina degli elfi di Shannara (1992) e I talismani di Shannara (1993) formano il ciclo di maggior successo realizzato da Brooks. Mentre la stesura dell’ultimo capitolo sta per terminare, nel 1993, il nostro riceva dalla Del Rey Books la proposta per la stesura di una nuova serie fantasy completamente diversa dalle precedenti. E’ il momento, per Brooks, di estrarre dal cilindro un’idea che aveva coltivato per anni: quella di una fantasy contemporanea, ambientata nel nostro mondo, precisamente nella stessa middletown dove Brooks aveva passato la sua giovinezza e incentrata sulla crescita dei personaggi, appena adolescenti, e sulla loro brusca uscita dal mondo dei sogni per entrare in quello cupo della realtà adulta. L’idea centrale gli viene fuori mentre è in auto e torna a casa: sull’autostrada una macchina gli taglia la strada e per poco non si sfiora l’incidente. Brooks inizia a riflettere pessimisticamente sulla fine delle buone maniere, sulla crudeltà umana, sul declino della civiltà contemporanea, sui terribili danni ambientali, le guerre, l’indifferenza verso gli altri. Fonte
Fabbricanti di universi