Nome: Il Druido Un Druido moderno,con l'anima che viaggia nel passato, nel presente e nel futuro...
Le mie parole,i miei pensieri,vagando nella Magica Foresta dei Druidi.
"Dei della Guerra,io vi invoco,
la mia spada è al mio fianco.
Cerco una vita di onore,
libera dal falso orgoglio.
Farò schioccare la frusta
con un potente richiamo.
Che la morte arrivi se fallirò.
Gloria, grandezza, lealtà.
Ave, ave, ave."
Lampi Druidici
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Una delle caratteristiche principali della civiltà Celtica, è la tradizione orale.
I Druidi ritenevano che la religione non consentiva di affidarsi alla scrittura e la dottrina veniva trasmessa oralmente.
La Tradizione Orale era ritenuta una tradizione "vivente", qualcosa che trasmesso di generazione in generazione, si evolveva costantemente in funzione di tutto quello che di nuovo fosse apparso nel tempo.
Esisteva quindi un prototipo di cultura vivente in opposizione alla tradizione scritta, in questo modo era possibile eludere l'effetto negativo di irrigidire le cose e di fissarle in modo immutabile; la tradizione orale inoltre, dava vita ad una civiltà più flessibile, più aperta alle innovazioni.
La scrittura aveva invece un ruolo magico ed era contrapposta in modo netto alla tradizione orale; a riprova di quanto detto ricordiamo che una maledizione lanciata oralmente poteva benissimo essere annullata o modificata pronunziando altre invocazioni che ne esorcizzassero l'effetto; un incantesimo o una maledizione scagliata attraverso la scrittura su un ramo di nocciolo o di tasso era invece irrevocabile e rivestiva carattere assoluto.
Scrivere era quindi per i Celti ed in special modo per i Druidi un atto raro e soprattutto pericoloso, questo non significa che i Celti sconoscessero l'uso della scrittura, erano soltanto molto attenti e guardinghi riguardo all'uso di tale pratica.
Il divieto era conosciuto con il nome di Geis, termine che ha la stessa radice della parola Guth (voce), da questo assioma nasce anche il nome attribuito al sacerdote "specializzato" o sapiente, il Gutuater, cioè il "Padre della Voce" oppure "Colui che incanta con la Voce".
Gutuater
A questo proposito ricordiamo un altro momento della Tradizione dei Celti che molto si avvicina al mondo della Stregoneria e della Magia, il ritmo della voce; era usanza diffusa presso i Druidi quella di tenere a mente una enorme quantità di versi e formule aiutandosi con articolazioni e riferimenti ritmici, questo passaggio era quasi obbligatorio in quanto sarebbe stato impossibile tenere in memoria l'enorme quantità di dati che richiede la Tradizione dei Celti.
Si usava mantenere dei riferimenti sempre uguali e cadenzare le strofe in modo ritmico, in tal modo l'assonanza con i versi successivi era quasi una conseguenza logica; questo metodo era in parte derivato dalle cadenze ritmiche degli incantesimi, cadenze che davano potenza alla parola ed alla forma che essa doveva prendere per estrinsecare l'intenzione.
Il ritmo delle formule e dei rituali divenne in seguito retaggio delle grandi spiritualità, della Stregoneria medioevale e degli insegnamenti di Pitagora in relazione all'universo come insieme perfetto di suoni ed armonie. Fonte:
...boh!
Bene,finalmente il Natale sta per esalare il suo ultimo respiro!!!
Anche questa è fatta...
Voglio presentarvi e farvi ascoltare una splendida "canzone" dei Doors.
Che poi è una poesia recitata da Jim Morrison su base dell'Adagio di Albinoni.
The Severed Garden
(Doors)
Wow, I’m sick of doubt
Live in the light of certain
South
Cruel bindings.
The servants have the power
Dog-men and their mean women
Pulling poor blankets over
Our sailors
I’m sick of dour faces
Staring at me from the tv
Tower, I want roses in
My garden bower; dig?
Royal babies, rubies
Must now replace aborted
Strangers in the mud
These mutants, blood-meal
For the plant that’s plowed.
They are waiting to take us into
The severed garden
Do you know how pale and wanton thrillful
Comes death on a strange hour
Unannounced, unplanned for
Like a scaring over-friendly guest you’ve
Brought to bed
Death makes angels of us all
And gives us wings
Where we had shoulders
Smooth as raven’s
Claws
No more money, no more fancy dress
This other kingdom seems by far the best
Until it’s other jaw reveals incest
And loose obedience to a vegetable law.
I will not go
Prefer a feast of friends
To the giant family.
Jim Morrison insieme alla sua ragazza,Pamela Courson.
Il Giardino Reciso
Oh, sono stanco di dubbi,
vivere alla luce della sicurezza del Sud,
legame crudele
I servi hanno il potere,
uomini-cani e le loro volgari donne
stendono povere coperte sui nostri marinai
(e dov'eri nelle nostre
ore di bisogno?)
a lisciarti i baffi?
A sfogliare un fiore?
Sono stanco di facce serie
che mi fissano dal ripetitore Tv.
Io voglio rose nel
pergolato del mio giardino, chiaro?
Bimbe regali, rubini
devono ora rimpiazzare aborti
di stranieri nel fango.
Questi mutanti, pasto di sangue
per la pianta che è sbocciata.
Stanno aspettando di condurci
nel giardino reciso.
Sai quanto pallida ed eccitata
viene la morte all'ora strana
non annunciata, imprevista
come una volgare ospite che ti sei portato a letto.
La morte ci rende tutti angeli
e ci mette ali
laddove avevamo spalle
lisce come artigli di corvo.
Niente più soldi, niente più bei vestiti
questo altro Regno sembra di molto il migliore
finché nell'altra sua fauce non rivelerà l'incesto
sciogliendo l'obbedienza ad una legge vegetale.
Non ci andrò
preferisco una festa di amici
alla gigantesca famiglia.