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giovedì, 31 maggio 2007
La sfera del buio - La Torre Nera IV
(Stephen King)


Trama
Il libro inizia pochi minuti dopo la fine di Terre desolate . Dopo che Jake, Eddie, Susannah e Roland sfidano inutilmente Blaine il Mono ad una gara d'indovinelli, Eddie sconfigge il computer pazzo con uno dei suoi migliori indovinelli.
I quattro pistoleri ed il bimbolo Oy sbarcano alla stazione di Topeka, che con grande sorpresa scoprono essere posizionata nel Kansas degli anni '80. La città è deserta, questa dimensione parallela è stata spopolata da una piaga simile, ma non identica, all'influenza descritta da King in L'ombra dello scorpione. Il mondo ha anche altre piccole differenze rispetto a quelli conosciuti da Eddie, Jake e Susannah; per esempio la squadra locale di baseball sono i Monarchs, e Nozz-A-La è la bibita più famosa.
Il Ka-tet lascia la città attraverso l'autostrada del Kansas e, quando si accampa per la notte nei pressi di un buco dimensionale che Roland chiama "sottilità", il pistolero racconta il suo passato ed il suo primo incontro con una sottilità.
All'inizio della storia-nella-storia, Roland aveva appena guadagnato le sue pistole, l'unico a memoria d'uomo a farlo a quattordici anni. Lo fece perché scoprì il consigliere di cui suo padre si fidava, il mago Marten Broadcloak, a letto con la madre, Gabrielle Deschain. Il padre di Roland, Steven, gli vietò di vendicarsi di Marten, e lo spedì verso est, lontano da Gilead, per proteggerlo. Roland si allontana accompagnato dai suoi due amici, Cuthbert Allgood e Alain Johns.
Poco dopo il suo arrivo nella lontana Baronia di Mejis, Roland si innamora di Susan Delgado, il che gli fa perdere la ragione per un po' di tempo e rischia di dividerlo per sempre dall'inseparabile amico Cuthbert. Lui ed il suo Ka-tet scoprono anche un complotto tra gli uomini che guidano le Baronie e John "Il Bianco" Farson, leader di una fazione ribelle, teso a rifornire di carburante le macchine da guerra di Farson usando il petrolio estratto a Mejis. Dopo essere stati catturati dalle autorità con l'accusa di aver assassinato il sindaco ed il cancelliere della Baronia, il gruppo di pistoleri pianifica di evadere di prigione, distruggere i pozzi di petrolio e la carovana già partita per la prima consegna. La battaglia si svolge ad Eyebolt Canyon, dove le truppe di Farson sono distrutte guidandole attraverso la sottilità.
Il Ka-tet riesce anche ad impossessarsi della Sfera del Buio di colore rosa, una magica sfera di cristallo. Quando la sfera mette Roland di fronte alla scelta tra il salvataggio di Susan e la ricerca della Torre Nera, sceglie la Torre. La sfera gli mostra una visione del futuro, compresa la morte di Susan (arsa sul rogo per aver cospirato con Roland). La visione proposta dalla sfera lo mette sotto shock, stato da cui alla fine si riprende. La sfera non ha però finito, continua regolarmente a tormentarlo con altre visioni di scene accadute in passato e che hanno guidato il destino suo e di Susan. E questa è la natura della Sfera del Buio.
La mattina successiva, il nuovo Ka-tet di Roland arriva ad una stranamente familiare Città di smeraldo. Il parallelo con Il mago di Oz continua all'interno, dove il mago si scopre essere Marten Broadcloak, conosciuto anche come Randall Flagg, che scappa. In questo luogo lascia la sfera rosa, che mostra il Ka-tet nel giorno in cui Roland uccise per sbaglio la madre. Roland, come è ripetuto più volte, tende ad essere una maledizione per gli amici e le persone che ama. Inoltre, quando gli è offerta la scelta, Eddie, Susannah e Jake rifiutano di ritirarsi dalla ricerca; e, mentre il libro si chiude, il Ka-tet si incammina di nuovo verso la Torre Nera, lungo il Sentiero del Vettore.

Le Sfere del Buio
Le Sfere del Buio vengono introdotte in La Sfera del Buio e questo è quello che si sa di loro. Esistono 13 sfere, accoppiate ai dodici Guardiani più la tredicesima per la Torre Nera. Il padre di Roland le associa agli archi dell'arcobaleno. Gli archi vengono raggruppati per colore in due momenti, il primo è quando Roland parla con il padre subito prima di partire per Mejis, ed il secondo quando il Ka-tet si trova di fronte alla porta di vetro. L'elenco dei colori citati comprende Rosa, Nero, Blu, Verde, Arancio, Giallo e Viola. Ogni sfera è associata ad un Guardiano, più la Nera, situata nel mezzo dell'arcobaleno, accoppiata con la Torre Nera. La sfera Verde, secondo quanto dice Steven Deschain, si trova a Lud. L'Arancio fu vista l'ultima volta a Dis, e la Blu fu presa da un gruppo di Lenti Mutanti; in ogni modo la persero 63 anni prima rispetto al nostro primo incontro con Roland, sulle tracce dell'Uomo in Nero.
La sfera nera, conosciuta come la 'Tredici Nera', viene trovata dal Ka-tet di Roland in I lupi del Calla. Mia la userà per fuggire nella New York del 1999, dove prevede di partorire. Jake e Pere Callahan la inseguono e recuperano la sfera, quindi la chiudono in una cassetta di sicurezza sotto al World Trade Center. Non viene più menzionata nel seguito della serie, lasciando intendere che è andata distrutta nel disastro dell'11 Settembre 2001.
La Sfera del Buio è il quarto volume pubblicato della serie La Torre Nera. Comincia, come suo solito, con un breve riassunto dei libri precedenti, riprendendo la spinosa situazione in cui avevamo lasciato Roland ed il suo ka-tet.
Quello che sembra essere un classico libro della serie dopo un po' cambia, riportandoci nel passato del pistolero, mostrandoci un Roland non ancora ottenebrato dalla ricerca della Torre Nera, un Roland innamorato e già dannato.
Un libro romantico e profondo, che un King in ottima forma, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi, ci regala.

Note e curiosità
*La Sfera Del Buio è stato probabilmente il libro di King più atteso di sempre, i fan hanno letteralmente inondato di richieste le sue collaboratrici. Nella prefazione di Il Miglio Verde, King ci racconta un simpatico aneddoto: "Nessuno lo sa meglio di me, se non la mia segretaria, Juliann Eugley; ci arrivano ogni settimana decine di lettere rabbiose con la richiesta del prossimo romanzo della Torre Nera. In una busta c'era una Polaroid di un orsacchiotto di peluche in catene con un messaggio composto con ritagli da titoli di giornali e copertine di riviste: FAI PUBBLICARE IMMEDIATAMENTE IL PROSSIMO LIBRO DELLA TORRE NERA O L'ORSO MUORE. Ho appeso la fotografia nel mio studio sia per ricordare a me stesso le mie responsabilità, sia per ricordare com'è bello che ci siano persone che hanno veramente a cuore (almeno un pochino) le creature della tua immaginazione."
*Questa la dedica che compare all'inizio del libro: "Questo libro è dedicato a Julie Eugley e Marsha DeFilippo. Sono loro a sbrigare la corrispondenza e la maggior parte delle lettere, in questi ultimi due anni, ha riguardato Roland di Gilead, il pistolero. Per farla breve, Julie e Marsha mi hanno tormentato perché mi rimettessi al computer. Julie, tu sei stata quella più in gamba, perciò il tuo nome viene per primo."

La recensione di stephenking.it
Ecco il tanto atteso (circa sette anni) e il tanto discusso quarto capitolo della saga. Dopo aver lasciato il nostro ka-tet nelle grinfie di Blaine il Mono (v. recensione di "Terre Desolate") troncando il finale in maniera drastica, il Re decide che nel quarto capitolo andrà a sondare la giovinezza di Roland ed in particolare il suo controverso e tragico amore per Susan Delgado. La storia è narrata in maniera favolosa e come sempre "inchioda" il lettore alla poltrona, ma c'è da osservare come "La Sfera del Buio" in pratica aggiunga ben poco alla saga. A parte le prime e le ultime pagine, le restanti (di oltre 650) sono un unico immenso flashback del periodo della giovinezza di Roland, quello pre-Torre per intenderci. A parere di molti in questo romanzo vengono comunque svelati particolari fondamentali per comprendere bene l'universo di Roland e la sua attuale personalità, a mio modesto parere ciò è vero, ma era possibile dare le stesse informazioni aggiungendo una cinquantina di pagine "spalmate" sui precedenti e sui successivi volumi.
Tutto ciò ovviamente ai fini della saga stessa, in quanto a "La Sfera del Buio" è un romanzo irrinunciabile per fascino narrativo e bellezza della storia. Semplicemente King poteva avere il coraggio di pubblicare un libro d'amore e d'avventura in stile medievaleggiante (come il Ken Follet de "I Pilastri della Terra" o "Un Luogo Chiamato Libertà", per intenderci), senza la scritta "Torre Nera" in copertina a fare da specchietto per le allodole.
Ma queste sono considerazioni che lasciano un po' il tempo che trovano, di fronte a un romanzo la cui deliziosa bellezza non è seconda a nessuno nella narrativa del genere.
Consigliato a tutti.
Pennywise©
martellato da: Faus74 alle ore 18:17 Permalink | commenti (45) | commenti (45)(Popup)
categoria:libri e dintorni

mercoledì, 30 maggio 2007
Non servono parole di presentazione...
The Blues Brothers
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Film del 1980 di John Landis con John Belushi e Dan Aykroyd.
Nel 1998 Dan Aykroyd lavorò di nuovo in coppia con John Landis, per il sequel del film, Blues Brothers 2000 - Il mito continua. Tuttavia il risultato è stato ritenuto abbastanza deludente e per molti non ha retto il paragone con l'originale soprattutto per l'assenza di John Belushi, scomparso prematuramente nel 1982, due anni dopo il primo film.

Trama
Dopo l'uscita di prigione, Jake Blues e il fratello Elwood vanno a visitare l'orfanatrofio dove sono cresciuti, e scoprono che sta per chiudere, se non si riusciranno a trovare entro 11 giorni i 5.000 dollari di tasse arretrate da pagare.
I due Blues saranno anche animacce nere, ma di fronte alla richiesta delle loro suorine non possono rimanere indifferenti, così iniziano la "loro missione per conto di Dio": decidono di riunire i componenti della vecchia band musicale, per un concerto che raccolga i fondi necessari. Tutti gli ex componenti del gruppo si sono sistemati in altre attività, ma non sanno resistere al richiamo del blues. Tornano a suonare insieme, incrociando strani personaggi e cantanti famosi (Ray Charles, Aretha Franklin) e combinandone di tutti i colori. I due fratelli riusciranno a procurare i soldi necessari e, dopo un gigantesco inseguimento in auto durato una notte intera, arriveranno in tempo a salvare l'Istituto dalla chiusura.

Blues Brothers Band
La Blues Brothers Band è il nome del gruppo musicale messo in piedi proprio dai protagonisti del film per le partecipazioni al celebre Saturday Night Live verso la fine degli anni '70.
Dopo il film, la band, che ha avuto cambi di line-up nel corso degli anni, ha tenuto concerti in tutto il mondo e continua ad esibirsi con frequenti tournée. Senza John Belushi e Dan Aykroyd la band ha registrato 2 album: nel 1990 Live in Montreux e nel 1992 Red, White & Blues.
Nel 1997, i membri superstiti della band originaria si esibirono nell'intervallo del Superbowl.
Attualmente le voci soliste sono Eddie Floyd, Rob Paparozzi e Dan Aykroyd, anche se la presenza di quest'ultimo è limitata dai molteplici impegni. Spesso si uniscono alla Blues Brothers Band anche Jim Belushi (fratello di John) e John Goodman, altro attore di successo, nonché co-protagonista del sequel Blues Brothers 2000.
I cantanti italiani Paolo Belli e Zucchero si sono esibiti con la Blues Brothers Band in una occasione ciascuno. Nel 2004 la band partecipò al Festival di Sanremo insieme ad Andrea Mingardi, con la canzone È la musica.

La Bluesmobile
Bluesmobile
L'auto dei Blues Brothers si può considerare una sorta di co-protagonista, sempre presente e fondamentale, dall'inizio fino quasi alla fine del film.
La "Bluesmobile" è una Dodge Monaco 440, ovvero con motore V8 da 7.200cc. (440in3) erogante ben 375 cv (280 kW).
La Bluesmobile è capace di mirabolanti esibizioni; in una scena tagliata si vede Elwood portarla a farla elaborare (scena voluta da Aykroyd) ma il regista John Landis non ritenne necessario dare spiegazioni commentando semplicemente. È magica! ("It's just a magic car!").
In effetti la "Monaco 440" era una vettura dalle notevoli prestazioni e ben pochi trucchi vennero utilizzati (nella scena del volo all'indietro venne usata una copia in fibra di vetro); per esempio nella scena di inseguimento sotto alla sopraelevata di Chicago si vede per un attimo il tachimetro segnare quasi 120 miglia orarie (circa 180 km/h) e quella era la velocità reale alla quale si svolgeva l'azione.
Secondo la leggenda venne acquisitata da Elwood nel 1979 (dettaglio non citato nella sceneggiatura, la battuta di Elwood dice "a Marzo", "last spring" nella v.o.) ad un'asta della Polizia di Mount Prospect, Illinois, cittadina della contea di Cook.
In realtà la produzione acquistò delle vetture usate, normali e anche della Polizia, ma della California, cosa che si evince anche dal colore degli interni, un beige chiaro venduto nelle zone assolate di quello Stato per evitarne il surriscaldamento.
Per la realizzazione del film vennero utilizzate, e quasi tutte distrutte, 12 vetture, secondo altre fonti 13.
L'unica "superstite" autentica è di proprietà del cognato di Dan Aykroyd, probabilmente la vettura di riserva mai utilizzata nel film.
Durante la lavorazione del film uno degli attori (di cui non è stato reso noto il nome) guidò una delle Bluesmobile per oltre 100 miglia prima di venire arrestato e l'auto, irregolare e con targa finta, requisita. Produzione e regista ebbero il loro bel da fare per farsi restituire l'auto e liberare l'ignoto attore.

Curiosità
* Joliet ed Elwood sono rispettivamente il capoluogo ed una cittadina della contea di Will, Illinois.
* Alcune mirabolanti capriole di "Joliet" Jake come "la ruota" sono state eseguite dallo stesso John Belushi, senza bisogno della controfigura.
* Jake (John Belushi) compare senza occhiali da sole in una sola sequenza. In compenso lo si vede col cappello in testa per tutta la durata del film (esclusa la scena iniziale nel penitenziario, dove è vestito da carcerato).
* Elwood (Dan Aykroyd) non compare mai senza gli occhiali da sole. Nella versione estesa in DVD, non indossa occhiali da sole ma occhiali da lavoro nella scena in cui si licenzia.
* Elwood (Dan Aykroyd) compare senza il cappello in quattro scene: appena entra nella sua stanza, dopo il crollo della casa, quando lo utilizza per proteggere la mano con la quale rompe il vetro di una finestra ed infine quando dà l'estremo saluto alla Blues Mobile che cade in pezzi.
* L'impiegato dell'Ufficio Tasse che compare nelle scene conclusive del film è Steven Spielberg, che aveva diretto proprio Belushi e Aykroyd in 1941: Allarme a Hollywood.
* Uno dei poliziotti che inseguono i Blues Brothers nel centro commerciale (quello che alla fine dell'inseguimento, nell'auto capovolta, dice: "Ho rotto l'orologio") è il regista John Landis, indicato nei titoli di coda come "Trooper La Fong".
* L'ufficiale della prigione che consegna a Jake gli effetti personali, alla sua uscita dal carcere, è il noto regista Frank Oz.
* L'allora moglie di Belushi, Judy Jacklin (Judith Belushi-Pisano), fa una brevissima apparizione nella parte di una cameriera.
* Su una parete del ponte sotto il quale Jake e Elwood nascondono la Blues Mobile prima del concerto, c'è un graffito che recita "John cuore Deborah". È un riferimento al regista John Landis e a sua moglie, Deborah Nadoolman.
* Prima di poter girare la scena "Falling-Pinto", nella quale l'auto dei Nazisti (una Ford Pinto) "vola" per centinaia di metri, i produttori hanno dovuto ottenere dalla Federal Aviation Administration un certificato di "non-adeguatezza aerea da promontorio" ("Air UN-worthhyness certificate"). Questo è stato fatto eseguendo dei test preliminari per essere certi che l'auto sarebbe caduta "come un mattone" e non come una "foglia" (deviando la traiettoria di "volo").
* Nell'appartamento di Elwood, ogni volta che viene inquadrata la finestra sta passando un treno.
* Il film conquistò il Guinness dei primati per la scena con il maggior numero di incidenti d'auto.
* Il padre di Murphy Dunne, George, era all'epoca presidente del Board della contea di Cook, cosa che fu utile ad ottenere i permessi per girare alcune scene.
* La prigione che si vede all'inizio del film si trova in Illinois, e al tempo era attiva e funzionale. Oggi tale prigione non ha piu' funzioni dententive, bensi' e' diventata il set del telefilm Prison Break.

La critica
Particolarmente negativa è stata l'accoglienza della critica americana all'uscita del film.
* La prima recensione fu del Los Angeles Times che parlava di disastro da 30 milioni di dollari, accomunando i Blues Brothers a 1941: Allarme a Hollywood in quanto a "disfunzioni ghiandolari".
* Il New York Times lo definì una "saga presuntuosa"
* Il Washington Post scrisse di "imbecille stramberia" quella di nascondere gli occhi espressivi di Belushi con degli occhiali da sole. In realtà, secondo quanto dichiarato da John Landis nella biografia di Belushi scritta dalla moglie, gli occhiali da sole salvarono in più occasioni le riprese, quando Belushi si presentava sul set drograto e con l'aria assente.
* Variety accostava i Blues Brothers ai film di Gianni e Pinotto per livello di ispirazione, humor elementare e divertimento momentaneo.
Con il tempo i Blues Brothers hanno cominciato ad avere apprezzamenti crescenti assumendo infine un indiscusso status di cult movie, rientrando nelle classifiche dei film più amati dal grande pubblico.

Frasi dal film
* Un orologio digitale Timex, rotto. Un profilattico non usato. Uno... usato. Una giacca di un abito nero. Un paio di pantaloni di un abito nero. Un cappello, nero. Un paio di occhiali neri. 23 dollari e 12 cents. [Jack traccia una croce] (Ufficiale del carcere) [Rivolto a Jake mentre gli riconsegna i suoi averi]
* Ah! Un pensiero molto carino! Il giorno che io esco di prigione il mio unico fratello mi viene a prendere con una macchina della polizia. (Jake) [Rivolto ad Elwood appena uscito dalla prigione il quale ha comprato una macchina della Polizia ad un'asta.]
* Siamo in missione per conto di Dio. (Elwood Blues)
* Ragazzi! Quando imparerete a non dire le parolacce alle suore? (Curtis)
* Sono 126 miglia per Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, è buio, e portiamo tutt'e due gli occhiali da sole. (Elwood) [Rivolto a Jake]
* Nostra Signora della Santa Accelerazione non ci mollare adesso! (Elwood)
* Il ricorso alla violenza anche non necessaria per l'arresto dei Blues Brothers è ammesso e approvato. (Comunicato dalla Sala Operativa della Polizia)
* Almeno cerca di non essere così negativo. Perché non mi incoraggi... con una critica costruttiva? (Elwood) [Rivolto a Jake durante la fuga in macchina nel supermercato]

Un abbraccio a tutti e tutte
Il Druido
martellato da: Faus74 alle ore 18:29 Permalink | commenti (20) | commenti (20)(Popup)
categoria:cinema tv and co

martedì, 29 maggio 2007
Premetto,come ho fatto molte volte,che NON sono uno scrittore.
Amo leggere,tantissimo,e mi diletto a torturare penna e fogli bianchi con le mie idee.
Affrontare la sfida del racconto fantasy è una vera pazzia,il genere è molto difficile da trattare,soprattutto dopo che su questa terra è passato il GENIO del fantasy,un certo Tolkien,ne avete mai sentito parlare? :-D
Se poi si vuole scrivere in prima persona,come ho provato a fare io,allora la pazzia si trasforma in suicidio vero e proprio.
Bando alle ciance,ciancio alle bande...
Dato che l'ispirazione è finita da tempo,ho deciso di riassumere le prime due parti del racconto,in maniera tale da rinfrescarvi la memoria (o meglio,annientarvi la psiche),e magari anche per riuscire a sbloccare la mia anima,il mio cervello,e la mia penna...
Così facendo,i nuovi arrivati avranno anche la possibilità di conoscere il Druido.
Iniziamo il viaggio...

Dovete sapere che il vero inizio della storia del Druido non è mai stato scritto,ma esiste,e ve lo riassumo in poche parole.

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Nella Magica Foresta dei Druidi c'è un gran fermento,tutto è pronto per il rito che conferirà al Druido i due poteri che spettano a tutti i Druidi Moderni:magia ed immortalità.
Il rito si svolge alle prime luci dell'alba,come da tradizione,ma la sera precedente succede che...
Il Druido è solito vagare per i confini della foresta,e quella sera si aggira come suo solito vicino al fiume che segna il confine tra la foresta e il regno degli Uomini.
Si spinge oltre quel confine,ed è qui che assiste allo spettacolo:vede una luce,lontana,una luce bellissima...e sente una voce...sublime melodia per l'anima.
E così,dimentico del tempo che scorre,si allontana sempre di più dalla foresta,alla ricerca della fonte di quella luce e di quella voce.
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Questo,a grandi linee,è quello che accadde,e diede inizio alle avventure del Druido che conoscete anche voi.
Il riassunto della prima parte del racconto vero e proprio,dal titolo La Dea del Sogno,ha inizio,buona lettura.

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Il Druido si avvicina alla sorgente della luce,e scopre che una splendida donna lo attende...la Dea del Sogno.
Lei riesce ad aprire il cuore del Druido,e quest'ultimo si lascia catturare con facilità.
Vivono emozioni e sentimenti indefiniti,brevi ma nello stesso tempo eterni. Finché la Dea fugge...
E il Druido inizia a cercarla,un viaggio verso l'ignoto,un viaggio che inizia dall'entrata in un villaggio.
Il guerriero celtico prende una stanza in un vecchio casolare adibito a saloon stile Far West,e,mentre dorme,sogna il Signore dei Druidi che gli ordina di indossare una maschera.
Al risveglio,la maschera lo attende ai piedi del letto...
La mattina dopo il viaggio riprende,e la Dea del Sogno si materializza su una collina argillosa.
Di nuovo l'incontro si trasforma in un groviglio caotico di emozioni,che rendono ancora più confusa la mente del Druido.
Il tutto fino all'ennesima sparizione della Dea...
Accompagnato dal suo prode destriero Jashad,il Druido discende la collina,che  nel frattempo si è trasformata in una montagna altissima.
Il destino inizia a remare contro;il Druido cade in un burrone e si ferisce gravemente ad una gamba...
Con il proprio sangue scrive un messaggio su un lembo di stoffa e lo lega alle redini del cavallo;poi si rifugia in una grotta in attesa dei soccorsi...mentre fuori infuria una bufera di neve!!!
I soccorsi arrivano,ma il Druido è svenuto,e si risveglierà solo qualche giorno dopo...intrappolato in un gioco di morte.
Lo Sciamano Nero lo ha catturato,e intende trasformare il celtico in uno dei suoi pazzi esperimenti.
Non prima di essersi divertito.
Propone al Druido uno scontro con la sua creatura più forte,la Grande Bestia;più che una proposta è un ordine,poiché lo sciamano ha catturato anche la Dea del Sogno.
La lotta si svolge nell'Arena della Morte,e i due combattenti vengono equipaggiati con antiche armi medioevali...
Dopo uno scontro cruento e sanguinoso,il Druido esce vincitore,e la Dea lo porta in salvo lontano da quel posto maledetto.
Insieme passano alcuni giorni in un accampamento vicino ad un fiume,e qui il Druido manifesta il suo amore per la Dea...
Inspiegabilmente la donna si mette sulla difensiva...e stavolta è il Druido a fuggire via con il suo dolore.
Dopo qualche giorno di viaggio trova ospitalità grazie ad una gentile donna di colore,il cui scopo è quello di soddisfare le sue voglie con il giovane guerriero.
Ma l'amore per la Dea è troppo forte,e il celtico preferisce riprendere il suo viaggio...
Arriva vicino all'ingresso di quella che sembra una cava,e incontra lo Sciacallo,un essere orribile che si ciba di ogni essere vivente.
La rabbia del Druido sconsiglia un attacco,e lo Sciacallo indica la strada da percorrere:il celtico deve scendere nelle Grotte Oscure,dove lo attende l'Oracolo.
Nel frattempo Jashad,il destriero del Druido,cade nelle mani dello Sciacallo,che promette di riconsegnare l'animale all'uscita di quelle grotte.
L'incontro tra il Druido e l'Oracolo è molto amichevole.
Per uscire dalle Grotte Oscure,il Druido dovrà dimostrare se quello che prova per la Dea è amore vero,e potrà dimostrarlo superando 3 prove "mentali",chiamate le Tre Alterazioni Oscure.
Vivere o morire nella follia,queste sono le due uniche strade da percorrere.
Nessuno è mai uscito vivo da quelle grotte,infatti le 3 prove si rivelano molto ardue,e la psiche del Druido è messa a dura prova.
Ma,inspiegabilmente,arriva all'uscita...dove ad attenderlo non c'è la Dea,ma lo Sciacallo in compagnia del destriero!
Il Druido viene a sapere che la Dea si è imbarcata per l'Isola del Destino,e l'ultima imbarcazione che farà rotta verso quella terra è la nave dei galeotti.
Su quell'isola si trova una prigione terribile,dove ogni essere umano che si macchia di un reato grave viene portato a morire.
Il Druido s’imbarca,ignaro della trappola che un losco figuro ha ordito contro di lui.
Infatti,durante la notte,un galeotto viene trovato ucciso,con la spada del Druido conficcata nel petto.
Il celtico è fatto prigioniero,e accompagnato nella prigione.
E' qui che incontra per la prima volta il Non Morto,un mago dai poteri incredibili,che ha già catturato la Dea con la sua magia,per farne la sua sposa.
La condanna per il Druido è esemplare:ibernazione!!!
Il celtico è affidato alle "cure" di un soldato,Fyani,capo della prigione...una donna misteriosa...
Arriva il giorno della condanna,ed è il Non Morto in persona ad ibernare il Druido.
La vera identità di Fyani esce allo scoperto,la donna libera il Druido e insieme fuggono con una barca verso Lejit...
Ma il Non Morto vede tutto,e scatena una tempesta marina che capovolge la piccola barca dei due fuggitivi...
La prima parte del racconto termina con il Druido e Fyani che scompaiono nelle acque schiumose del mare in tempesta.
****************************

Chi avrà avuto modo di leggere il racconto in maniera dettagliata,si sarà reso conto che il genere proposto non è puro fantasy;ci sono molte influenze esterne,non si svolge in un'epoca ben definita.
Infatti nel racconto appaiono fucili,armi romane,oggetti che mai s’incontrerebbero in un romanzo puramente fantasy.
E' successo perché,quando iniziai a scrivere questo racconto,non era mia intenzione scrivere qualcosa in stile fantasy,tutt'altro.
Poi la penna ha preso la sua strada,ed allora mi son lasciato trasportare...
Quando iniziai a scrivere la seconda parte del racconto,decisi di provare a calarmi completamente nello stile fantasy.
Ma questo lo leggerete nel prossimo post,che riassumerà,appunto,la seconda parte del racconto.
martellato da: Faus74 alle ore 18:30 Permalink | commenti (20) | commenti (20)(Popup)
categoria:la dea del sogno, il morso del drago, l oscuro viaggio del druido

martedì, 29 maggio 2007
Si avvicina...
Darkness
...LOVDD...
martellato da: Faus74 alle ore 01:14 Permalink | commenti (13) | commenti (13)(Popup)
categoria:caos, psycolandia

lunedì, 28 maggio 2007
Istari

Gli Istari sono personaggi immaginari dell'universo fantasy creato da J.R.R. Tolkien per i suoi libri.
Gandalf
Gli Stregoni della Terra di Mezzo sono un piccolo gruppo di esseri somiglianti esteriormente a Uomini, ma aventi grandi poteri, fisici e mentali.
Sono anche chiamati Istari (“I saggi”) dagli Elfi, o Ithryn (sing. Ithron) nella lingua Sindarin.
Saruman-1
I nomi
In realtà gli Istari erano Maiar, spiriti della stessa essenza dei Valar, ma con minor potere (Sauron stesso era uno tra i più potenti dei Maiar), inviati dai Valar per aiutare e assistere le genti della Terra di Mezzo a contrastare la malvagità di Sauron.
I loro nomi Quenya furono Curunír (Saruman), che significa Uomo Abile; Olórin (Gandalf), che significa Sognatore; Aiwendil (Radagast), che significa Amante degli Uccelli; Morinethar, che vuol dire Uccisore di Tenebre e Romestamo, che significa Aiutante dell’Est. Gli ultimi due furono, negli scritti successivi, chiamati anche Alatar e Pallando.
Gandalf Helm
Storia
Essi giunsero sulla Terra di Mezzo attorno all’anno 1050 della Terza Era, quando la Grande Foresta Verde cadde nell’ombra, e cominciò ad essere conosciuta come Bosco Atro.
Fu chiamato così quando Sauron formò un nuovo esercito e cominciò a riprendere il suo potere da Dol Guldur, nel sud del Bosco Atro.
Sembra che ad ogni Stregone fosse assegnato un colore del quale dovesse portare le vesti; il Bianco fu destinato a Saruman, il Grigio a Gandalf, il Marrone a Radagast, e il Blu ad Alatar e a Pallando.
Non è chiaro se questi colori avessero un particolare significato concernente il loro rango, le loro abilità o la loro natura.
Gli Stregoni apparvero già sotto l’aspetto di vecchi quando sbarcarono sulla Terra di Mezzo.
Si erano “vestiti” con corpi di Uomini anziani per volere dei Valar, così che fossero una guida che ispirasse saggezza per gli abitanti della Terra di Mezzo. Invecchiano molto lentamente, e sono, di fatto, immortali.
Così sono, fisicamente parlando, Uomini “veri”, e sentono tutti i desideri, i piaceri, le paure e le debolezze tipici dell’essere umano. La loro forma fisica, benché inattaccabile dall’età, può essere distrutta o uccisa: Gandalf morì veramente nella battaglia contro il Balrog, ma è “rinato” poiché la sua missione non era ancora terminata.
Gli Istari portano sempre con sé i loro bastoni, dai quali pare che provenga la loro potenza magica: quando Saruman fu sconfitto ad Isengard, Gandalf lo espulse dal Bianco Consiglio e ruppe il suo bastone.
Pochi tra abitanti della Terra di Mezzo conoscevano chi veramente gli Stregoni fossero; essi, infatti, non rivelavano le loro identità. Molti pensavano che fossero vecchi Uomini o Elfi (il nome Gandalf è indicativo di questa interpretazione, poiché significa Elfo col bastone). Essi preferivano non interferire direttamente negli affari o nella politica di altre persone e dei Regni della Terra di Mezzo. Malgrado i loro scopi fossero precisi, gli Stregoni erano comunque capaci di sentimenti umani; Gandalf, infatti, prova profonda ammirazione per gli Hobbit.
Gandalf Saruman Jackson
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Di contro, però, come di sentimenti positivi, gli Istari erano divenuto capaci anche di impulsi negativi tipici degli Uomini, come l’avidità, la gelosia e l’aspirazione al potere.
È accennato nei Racconti Incompiuti che gli Stregoni Blu probabilmente erano caduti preda di queste tentazioni. Erano andati all’Est e sono scomparsi dalle storie della Terra di Mezzo.
Originariamente Saruman era il più potente dei cinque Istari e fu nominato a capo del Bianco Consiglio. Nell’anno 2759 della Terza Era, egli fu invitato dai re di Gondor e Rohan a venire a dimorare ad Isengard.
Saruman venne verso questo periodo a sapere delle notizie riguardo agli Anelli del Potere, e gradualmente venne corrotto dal desiderio di possederli e dalla diretta influenza di Sauron su di lui attraverso il palantír di Orthanc.
Alla fine fu completamente irretito dal potere di Sauron, quando assunse l’appelativo “Multicolore” e si schierò al suo fianco nella Guerra dell'Anello (sebbene in definitiva egli volesse L’Unico Anelli per sé, così da distruggere e prendere il posto di Sauron), finché non venne sconfitto dagli Ent e da Gandalf, che ruppe il suo bastone, bandendolo dal Bianco Consiglio. Saruman venne ucciso dal suo servo, Grima Vermilinguo nella Contea, dopo la distruzione dell’Unico Anello.
Durante la Guerra dell’Anello fu Gandalf che guidò i Popoli Liberi alla vittoria contro Sauron.
Egli diventò anche “Gandalf il Bianco”, e sconfisse il traditore Saruman. Dopo la distruzione delle forze di Sauron al Nero Cancello, Gandalf lasciò la Terra di Mezzo è raggiunse le terre oltre il Mare, assieme ai due Portatori dell’Anello (Frodo e Bilbo) e ad alcuni Elfi.
Nel corso del Signore degli Anelli, non è mai chiarito cosa o chi esattamente Gandalf e Saruman siano (oltre alle informazioni di Barbalbero a Merry e Pipino, secondo le quali essi sbarcarono ai Porti Grigi attraverso il Grande Mare 2000 anni prima, poco altro si dice nel romanzo).
Solo alla fine del romanzo Gandalf ricorda Valinor all’epoca dei Due Alberi, indicando quanto veramente sia vecchio Gandalf e rende chiaro il fatto che non è umano.
Il saggio che oggi è compreso nei Racconti Incompiuti doveva originariamente essere contenuto tra le appendici del Signore degli Anelli, ma fu completato in tempo.
Un passaggio più chiaro sulla natura degli Stregoni lo troviamo, inoltre, alla fine del Silmarillion.
martellato da: Faus74 alle ore 18:24 Permalink | commenti (12) | commenti (12)(Popup)
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