Marlene Kuntz
Album "Senza Peso"
Anno 2003
Un album stile Marlene,ma molto,molto più intimo,pochi sprazzi rock,molte ballate.
Personalmente ci sento dentro rabbia e delusione,ma anche riscatto;quasi come un uomo combattuto tra la voglia di debellare il proprio male (visibile ed invisibile), e la voglia di spegnere tutto.
Quando lo ascoltai la prima volta, mi sembrava strano,senza quelle chitarre gracchianti e la batteria pulsante,non mi sembrava un buon lavoro. Ripetuti ascolti mi hanno fatto ricredere,non è un capolavoro,ok,ma rimane pur sempre un ottimo album.
I testi,come sempre,sono un miscuglio di detto e non detto,diretti ed ermetici nello stesso tempo;insomma,parole scritte da Cristiano Godano,che ha sempre saputo dosare la sua creatività.
Per finire,sconsiglio vivamente l'ascolto di questo album quando siete tristi,non è affatto una buona medicina per tirarsi su.
Scegliere un solo testo è difficile,quindi eccovi qualche assaggino.
A Fior Di Pelle
A fior di pelle salirono gli sbotti
usando i nervi a mo' di comodi condotti:
fu zona rossa nell'attimo di un lampo
la superficie di un corpo senza scampo.
Dilacerata sensazione
sentirsi vulcano in eruzione...
(un'esplosione ormai vicina
avrebbe acceso quella fulgida mattina)
Ma che tragitto curioso
fa quel tram chiamato Sospiri e Guai!
Dopo un Risveglio Gioioso
all'Inferno porta e non torna mai!
Ci sono istanti che vivere è una merda:
che vada a fuoco poi è pur sempre una scoperta.
A fior di pelle avvamparono gli sbotti
bruciando i nervi e le vene e i loro fiotti:
la zona rossa esplose in un secondo
e fu davvero come deflagrasse un mondo.
Ohh che esecrabile emozione
sentirsi vulcano in eruzione,
incandescente come la lava
che dalla bocca terrifica sbava.
Ma che discesa gloriosa
fa quel magma senza fermarsi mai!
Come una belva furiosa
il suo inferno porta, portando guai!
Ci sono istanti che vivere è una merda:
che vada a fuoco poi è pur sempre una scoperta.
Sono le volte che proprio, no, non ce la fai più;
che vorresti volar per davvero nel blu dipinto di blu,
per poterti sentire leggero come il cielo impassibile.
Leggero ed impassibile.
Ma che finale odioso
quel can can di grida e gestualità!
Quinto cerchio melmoso
dell'inferno: ulula la realta!
Ci sono istanti che vivere è una merda
e nessuna cosa al mondo sa come si disperda.
E in quegli istanti in cui vivere è una merda
che vada a fuoco poi è purtroppo cosa certa.
Sono le volte che proprio, no, non ce la fai più;
che vorresti volar per davvero nel blu dipinto di blu,
per poterti sentire leggero come il cielo impassibile.
Impassibile.
Ricordo
"Vale più l'eternità che raggiungerò
o i secondi che da lei mi separano?"
Te lo sarai chiesto, amico angelo,
sul parapetto poco prima di buttarti giù.
Ed io ti vedo risucchiato dalla crudeltà
di un'ossessione che biancheggia
sulla tua faccia:
cammini ipnotizzato verso l'azzurrità
e verso il ponte che si staglia
e che troneggia.
Forse ti chiedi se è vero che non credi.
Forse rivedi te stesso fino a ieri,
dal giorno in cui sei nato,
in ciò che è stato e non è stato.
Un giorno la tua voce mi chiamò
per dirmi: "Ti ricordi di Updike?
L'ho preso ed è magnifico",
e mentre mi dicevi così
pensavo che tu, prima, mai,
avevi telefonato a me...
E' l'ultimo ricordo che ho di te
e so che non lo perderò.
Ora ti vedo rasente la rete del ponte
gettare un'occhiata al fiume
e alle sue sponde.
Il conto si rovescia
e ingolli quel che resta dell'angoscia.
Un giorno la tua voce...
E questa è la traccia nr. 13,pochi versi recitati,come spesso usano fare i Marlene.
Scorre
Scorre
Tutto scorre
in tempo immoto
alla sua fine:
è l'indizio
di un principio
senza un fine?
Cambia
quel che scorre
in tempo immoto
alla sua fine:
ma non cambia
quel principio
senza un fine
*************
Album "Senza Peso"
Anno 2003
Un album stile Marlene,ma molto,molto più intimo,pochi sprazzi rock,molte ballate.
Personalmente ci sento dentro rabbia e delusione,ma anche riscatto;quasi come un uomo combattuto tra la voglia di debellare il proprio male (visibile ed invisibile), e la voglia di spegnere tutto.
Quando lo ascoltai la prima volta, mi sembrava strano,senza quelle chitarre gracchianti e la batteria pulsante,non mi sembrava un buon lavoro. Ripetuti ascolti mi hanno fatto ricredere,non è un capolavoro,ok,ma rimane pur sempre un ottimo album.
I testi,come sempre,sono un miscuglio di detto e non detto,diretti ed ermetici nello stesso tempo;insomma,parole scritte da Cristiano Godano,che ha sempre saputo dosare la sua creatività.
Per finire,sconsiglio vivamente l'ascolto di questo album quando siete tristi,non è affatto una buona medicina per tirarsi su.
Scegliere un solo testo è difficile,quindi eccovi qualche assaggino.
A Fior Di Pelle
A fior di pelle salirono gli sbotti
usando i nervi a mo' di comodi condotti:
fu zona rossa nell'attimo di un lampo
la superficie di un corpo senza scampo.
Dilacerata sensazione
sentirsi vulcano in eruzione...
(un'esplosione ormai vicina
avrebbe acceso quella fulgida mattina)
Ma che tragitto curioso
fa quel tram chiamato Sospiri e Guai!
Dopo un Risveglio Gioioso
all'Inferno porta e non torna mai!
Ci sono istanti che vivere è una merda:
che vada a fuoco poi è pur sempre una scoperta.
A fior di pelle avvamparono gli sbotti
bruciando i nervi e le vene e i loro fiotti:
la zona rossa esplose in un secondo
e fu davvero come deflagrasse un mondo.
Ohh che esecrabile emozione
sentirsi vulcano in eruzione,
incandescente come la lava
che dalla bocca terrifica sbava.
Ma che discesa gloriosa
fa quel magma senza fermarsi mai!
Come una belva furiosa
il suo inferno porta, portando guai!
Ci sono istanti che vivere è una merda:
che vada a fuoco poi è pur sempre una scoperta.
Sono le volte che proprio, no, non ce la fai più;
che vorresti volar per davvero nel blu dipinto di blu,
per poterti sentire leggero come il cielo impassibile.
Leggero ed impassibile.
Ma che finale odioso
quel can can di grida e gestualità!
Quinto cerchio melmoso
dell'inferno: ulula la realta!
Ci sono istanti che vivere è una merda
e nessuna cosa al mondo sa come si disperda.
E in quegli istanti in cui vivere è una merda
che vada a fuoco poi è purtroppo cosa certa.
Sono le volte che proprio, no, non ce la fai più;
che vorresti volar per davvero nel blu dipinto di blu,
per poterti sentire leggero come il cielo impassibile.
Impassibile.
Ricordo
"Vale più l'eternità che raggiungerò
o i secondi che da lei mi separano?"
Te lo sarai chiesto, amico angelo,
sul parapetto poco prima di buttarti giù.
Ed io ti vedo risucchiato dalla crudeltà
di un'ossessione che biancheggia
sulla tua faccia:
cammini ipnotizzato verso l'azzurrità
e verso il ponte che si staglia
e che troneggia.
Forse ti chiedi se è vero che non credi.
Forse rivedi te stesso fino a ieri,
dal giorno in cui sei nato,
in ciò che è stato e non è stato.
Un giorno la tua voce mi chiamò
per dirmi: "Ti ricordi di Updike?
L'ho preso ed è magnifico",
e mentre mi dicevi così
pensavo che tu, prima, mai,
avevi telefonato a me...
E' l'ultimo ricordo che ho di te
e so che non lo perderò.
Ora ti vedo rasente la rete del ponte
gettare un'occhiata al fiume
e alle sue sponde.
Il conto si rovescia
e ingolli quel che resta dell'angoscia.
Un giorno la tua voce...
E questa è la traccia nr. 13,pochi versi recitati,come spesso usano fare i Marlene.
Scorre
Scorre
Tutto scorre
in tempo immoto
alla sua fine:
è l'indizio
di un principio
senza un fine?
Cambia
quel che scorre
in tempo immoto
alla sua fine:
ma non cambia
quel principio
senza un fine
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20 FOTTUTISSIMI MINUTI PER POSTARE,FANCULO TELECOM,FANCULO TIM!!!
martellato da: Faus74 alle ore 18:14
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categoria:musica, testi
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